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Esplorando il cosmo.

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Sabato 15 giugno, prima di andare al cinema per assistere al nuovo capitolo della saga di Star Trek, questa volta firmato dal genio di J.J Abrams, gli appassionati di avventure spaziali, che si trovano di passaggio a Cagliari, potranno partecipare all’incontro dal titolo: Star Trek, cosa cerchiamo lassù? Alla scoperta del cosmo sorseggiando un caffè.
Da sempre l’uomo rivolge lo sguardo verso le stelle, provando a capire i segreti dell’Universo e delle Galassie che ci circondano. Per farlo, oggi ci serviamo di strumenti potentissimi, come il radiotelescopio di San Basilio, proprio vicino a Cagliari. Ma fra passeggiate marziane, nuovi studi su pulsar doppie e asteroidi che ci sfiorano, quali sono oggi le nuove frontiere dell’astrofisica? Cosa stiamo per scoprire?
Nel corso del dibattito, a cui prenderanno parte Andrea Possenti, direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e ricercatore INAF e Stefano Giovanardi, curatore scientifico del Planetario di Roma, saranno esaminate le nuove tecnologie utilizzate nell’esplorazione spaziale e si cercherà di capire come è cambiato lo studio del cosmo negli ultimi anni.
L’evento è l’ultimo appuntamento della rassegna “Dialoghi di scienza", un ciclo di sette incontri fra dibattiti e tavole rotonde, promossa da Sardegna Ricerche con il contributo dell’Assessorato alla Programmazione della Regione Sardegna.
Nel corso di questi incontri, che hanno visto una forte partecipazione di pubblico, scienziati e giornalisti, utilizzando un linguaggio accessibile a tutti, hanno cercato di raccontare il presente e il futuro della scienza e della tecnologia.

Appuntamento, allora, dalle ore 16:30 presso il locale Sette Vizi di Cagliari (Mediateca del Mediterraneo, Via Mameli 164/F).

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Terra dei Fuochi: quale scienza serve dopo la sentenza?

incendio nella terra dei fuochi

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla Terra dei Fuochi ha riconosciuto che le conoscenze accumulate nel tempo erano già sufficienti a imporre misure di protezione della popolazione. A più di un anno e mezzo dalla condanna dell’Italia, la questione non è quindi soltanto produrre nuove prove sui danni ambientali e sanitari, ma capire quale ricerca serva oggi: una sorveglianza continua e più fine sul territorio, capace di integrare ambiente e salute, individuare le popolazioni più esposte e verificare se gli interventi di prevenzione e risanamento stiano davvero riducendo i rischi.

Nell'immagine di copertina: incendio ad Afragola, 2012. Crediti: Gianluca Rizzi/Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0

Il 30 gennaio 2025 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per non avere protetto adeguatamente la popolazione della Terra dei Fuochi da un rischio ambientale e sanitario conosciuto da molti anni. È trascorso più di un anno e mezzo: poco rispetto alla lunga storia di questo territorio, ma più che sufficiente per chiedersi che cosa la sentenza possa cambiare anche nel modo di produrre e utilizzare le conoscenze su ambiente e salute.