fbpx Elettroni più pesanti e veloci | Page 30 | Scienza in rete

Elettroni più pesanti e veloci

Primary tabs

Read time: 1 min

In particolari condizioni, gli elettroni che si muovono in alcuni materiali si comportano come se fossero molto più massicci degli elettroni liberi e nello stesso tempo hanno la velocità tipica dei superconduttori.

La ricerca, pubblicata su Nature, è opera di un team di fisici della Princeton University, del LANL e dell'UC Irvine coordinati da Pegor Aynajian. Il team è riuscito, grazie a misure sperimentali e modelli teorici, a spiegare come mai gli elettroni di certi solidi si comportino come particelle con massa migliaia di volte più grande di quella tipica degli elettroni liberi. Lo strano comportamento, noto da almeno trent'anni, era finora sfuggito a ogni spiegazione perché mancavano gli strumenti per riuscire a connetterlo con il fenomeno della superconduttività. Grazie a una particolare apparecchiatura, messa a punto nel corso degli ultimi anni, i fisici sono riusciti a visualizzare le onde associate agli elettroni in un cristallo e osservare i loro cambiamenti quando la temperatura veniva ridotta.

All'origine dello strano comportamento degli elettroni vi sarebbe il fenomeno quantistico dell'entanglement, il fatto cioè che secondo la meccanica quantistica possano esistere sistemi costituiti da due particelle – anche fisicamente separate – nei quali lo stato quantistico di una di esse influenza istantaneamente lo stato dell'altra. La possibilità di governare questo fenomeno quantistico aprirebbe la strada a cambiamenti radicali nell'efficienza dei sistemi elettrici aumentando incredibilmente la velocità dei computer.

Princeton University

Autori: 
Sezioni: 
Fisica

prossimo articolo

La ricerca come infrastruttura della sicurezza sanitaria

il biotecnopolo

La preparedness di oggi deve diventare predittiva, prevenire e non solo reagire. Per questo non può dipendere da strutture create durante l’emergenza e destinate a scomparire quando la crisi termina. Richiede istituzioni permanenti, capaci di mantenere attive e reattive nel tempo competenze e reti di collaborazione.

Nella foto: il biotecnopolo, Fondazione Biotecnopolo di Siena

L’interessante analisi del professor Sossai ha messo in luce i concetti di memoria e di amnesia legati alla storia della sanità pubblica. Le grandi emergenze sanitarie lasciano sempre dietro di sé un’eredità complessa. Attraverso la sofferenza che producono hanno la capacità di modificare le società.