fbpx Due proteine danno forma al cervello | Page 15 | Scienza in rete

Due proteine danno forma al cervello

Primary tabs

Read time: 2 mins

Arriva dalla Germania uno studio che fa luce sulle fasi iniziali dello sviluppo cerebrale e sulle cause di alcune malattie del sistema nervoso.

I ricercatori del German Center for Neurodegenerative Diseases (DZNE) di Bonn, in collaborazione con il Max Planck Institute of Neurobiology di Monaco, hanno individuato due proteine chiave per la formazione dei prolungamenti citoplasmatici, i cosiddetti neuriti. ADF (actin depolymerizing factor) e cofilina i nomi delle due molecole che sembrano essere in grado di controllare il cambiamento della forma della cellula attraverso una riorganizzazione strutturale.

Fino a ora poco si sapeva sui meccanismi molecolari alla base di tale processo: appena nati i neuroni hanno una forma indefinita, per lo più tondeggiante e appaiono privi di ramificazioni. “Sono molto simili a un'isola, separati gli uni dagli altri e senza nessun contatto diretto con altre cellule" commenta Frank Bradke, group leader al DZNE di Bonn. Solo in seguito alla formazione dei neuriti, le cellule nervose riescono a collegarsi e comunicare tra loro. Analizzando i neuroni di topo, gli scienziati tedeschi hanno dimostrato che il complesso ADF/cofilina agisce come delle forbici che tagliano le strutture di sostegno della cellula. Nelle aree lasciate vuote, si inseriscono i microtubuli che riescono così ad estendersi al di fuori del corpo cellulare fino a formare i neuriti.

Lo studio pubblicato a dicembre su Neuron dimostra anche l'importanza di ADF/cofilina nello sviluppo neuronale: topi privi di entrambe le proteine mostrano gravi anomalie in tutte le aree del cervello proprio a causa della mancata crescita dei neuriti. Tale scoperta si rivela promettente per malattie o malformazioni del sistema nervoso associate a neuriti sottosviluppati oppure in caso di infortuni quando i neuroni danneggiati devono ricreare le loro connessioni.

Autori: 
Sezioni: 
Biologia

prossimo articolo

Il PNRR ha migliorato la sanità pubblica territoriale?

Persona sulle scale in sedia a rotelle

Il 30 giugno scorso si è chiusa formalmente la Missione 6 del PNRR, quella dedicata alla salute. A poco più di un mese di distanza si attendono i dati ufficiali. Verranno a gala i veri nodi: la mancanza di personale, i divari enormi tra Regioni, la carenza di risorse. La partita vera, quella di costruire una sanità territoriale capace di gestire la cronicità, comincia adesso. 

Foto: Nadila Doloh - Pexels

Ormai è tempo per una prima valutazione di impatto della Missione 6, quella dedicata alla salute, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il 30 giugno scorso si è sancita la conclusione degli interventi, preceduta da una affannosa corsa alla certificazione del realizzato nel maggior numero possibile di casi.