fbpx Il debole battito del buco nero | Page 7 | Scienza in rete

Il debole battito del buco nero

Primary tabs

Read time: 1 min

Grazie all'osservatorio orbitante RXTE è stato individuato un buco nero che mostra un particolare spettro di radiazione X il cui tracciato, vagamente simile a un elettrocardiogramma, assomiglia a quello raccolto da un buco nero molto più massiccio.

Nel caso di IGR J17091-3624 – questo il nome dell'oggetto, in pratica le sue coordinate celesti – l'emissione X proverrebbe da un buco nero di neppure tre masse solari, sarebbe cioè proprio al limite inferiore della massa che teoricamente può caratterizzare un buco nero. Questa la conclusione alla quale è giunto il team internazionale, tra cui ricercatori italiani e dell'INAF, studiando il “battito” del buco nero rilevato dal Rossi X-ray Timing Explorer (RXTE). Decisivo è stato il confronto con un analogo andamento riscontrato per il massiccio buco nero del microquasar GRS 1915+105. Lo studio è apparso su Astrophysical Journal Letters.

La materia che alimenta la produzione di energia del piccolo buco nero proviene da una stella compagna e sarebbe proprio il complesso meccanismo di regolazione della caduta di questa materia – con la radiazione che si oppone e talvolta arresta la caduta – all'origine del complesso pattern della radiazione X rilevato dai ricercatori. Rispetto a quello del microquasar, il “battito” di IGR J17091 è molto più debole e accelerato ed è proprio questa caratteristica che ha indotto i ricercatori a ipotizzare l'esigua massa del buco nero.

NASA - INAF

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Chi controlla gli oceani? La battaglia per le boe del clima

foto dell oceano pacifico

Mentre un nuovo episodio di El Niño prende forma nel Pacifico tropicale, negli Stati Uniti si è consumato uno scontro politico attorno alla rete di boe oceanografiche che monitora correnti, temperature e salinità degli oceani. I dati raccolti sono fondamentali per studiare fenomeni come l'AMOC, prevedere eventi estremi e valutare gli effetti del riscaldamento globale. Il Senato ha fermato in extremis lo smantellamento voluto dall'amministrazione Trump.

Mentre un nuovo ciclo di El Niño sta iniziando, la comunità scientifica si chiede quale sarà la sua intensità in un mondo con gli oceani sempre più caldi. 


Anomalie delle temperature del Pacifico nella zona equatoriale collegate al fenomeno El Niño, l'8 giugno 2026. Crediti: NASA Earth Observatory/Lauren Dauphin