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Datazione non distruttiva

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I responsabili dei musei non vedono di buon occhio l'impiego della datazione con il radiocarbonio. Il metodo, infatti, richiede la distruzione di un frammento dei preziosi reperti loro affidati. Un team di ricercatori, però, ha trovato una strada alternativa decisamente meno invasiva.

Il nuovo metodo, presentato da Marvin Rowe (Texas A&M University) al recente Meeting dell'American Chemical Society tenutosi a S. Francisco, prevede di collocare il reperto in una particolare camera al plasma. La superficie dell'oggetto viene lentamente – e molto delicatamente – ionizzata portandola all'emissione dell'anidride carbonica necessaria per valutare il C-14 e giungere così alla datazione.

Per valutare l'affidabilità del nuovo metodo, Rowe e i suoi collaboratori hanno analizzato l'età di 20 differenti reperti – tra i quali un tessuto egiziano di 1350 anni fa – osservando un sostanziale accordo con le datazioni tradizionali. La tecnica è ancora in fase di rifinitura, ma Rowe spera di poterla ben presto impiegare sulla preziosissima statuetta d'avorio detta Venere di Brassempouy risalente a circa 25 mila anni fa. Le dimensioni della statuetta, infatti, si adattano perfettamente alla camera al plasma utilizzata finora per i test.

American Chemical Society

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Archeologia

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