fbpx I crostacei del Gran Paradiso | Page 4 | Scienza in rete

I crostacei del Gran Paradiso

Primary tabs

Read time: 1 min

Scoperti nei laghi alpini del Parco nazionale numerosi esemplari di Daphnia middendorffiana, un piccolo crostaceo d'acqua dolce il cui habitat naturale è la tundra artica.

L'individuazione è frutto del lavoro di ricerca ecologica di Rocco Tiberi, dottorando dell'Università di Pavia, effettuato nell'ambito del programma internazionale ACQWA (Assessing Climate Impacts on the Quantity and quality of Water). La scoperta, pubblicata su Journal of Limnology, è una conseguenza degli studi sulle ricadute ecologiche dell'introduzione negli anni '60 del salmerino di fonte in alcuni laghi del parco.

Per le sue dimensioni, superiori a quelle tipiche dei membri delle altre specie di zooplancton, la Daphnia rappresenta una preda ideale per il salmerino e questo spiega come mai finora non sia mai stata trovata nei laghi del Parco abitati dal vorace pesce di origine nordamericana.

Difficile ricostruire come questo esemplare di crostaceo tipico della tundra sia giunto ai laghi glaciali del Gran Paradiso. La sua scoperta è comunque una conferma di come l'introduzione di specie non autoctone possa avere un impatto devastante sulla biodiversità. Senza l'azione dell'uomo, infatti, i laghi d'alta quota del Gran Paradiso sarebbero completamenti liberi da pesci e non correrebbero il rischio di vedere molte specie originarie a rischio di estinzione.

Ente Parco Nazionale Gran Paradiso

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Indice: 
Zoologia

prossimo articolo

Perché no? Un voto per la giustizia ma anche per la scienza

Il silenzio - con poche eccezioni - degli accademici italiani sul referendum sulla giustizia del 22-23 marzo è un errore politico: la riforma della magistratura non è una questione tecnica, ma parte di un progetto più ampio di controllo governativo sui poteri autonomi, università inclusa.

Questo intervento è motivato dal quasi totale silenzio degli accademici italiani rispetto al prossimo referendum sulla giustizia, che preoccupa come cittadino, ma anche proprio come accademico. La scelta referendaria del prossimo 22-23 marzo, dovrebbe essere evidente, non riguarda solo la separazione delle carriere e un pasticcio sugli organi di governo della magistratura, cosa già abbastanza grave in sé, ma è ispirata all'obiettivo ultimo di sottomettere la magistratura al governo in carica.