fbpx Cristina Messa riceve il Premio Belisario | Page 3 | Scienza in rete

Cristina Messa riceve il Premio Belisario

Primary tabs

Read time: 1 min

Il rettore dell’Università di Milano-Bicocca riceverà la Mela d’Oro il 20 giugno a Roma. Il premio viene conferito ogni anno a donne che si sono particolarmente distinte nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia e nel sociale.

Cristina Messa, rettore dell’Università di Milano-Bicocca, è tra le quindici donne che riceveranno le Mele d'Oro della XXVI Edizione del Premio Marisa Bellisario, “Donne Ad Alta quota”.

Il riconoscimento è nato nel 1989 in ricordo di Marisa Bellisario e viene conferito alle donne che si sono distinte nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia e nel sociale, a livello nazionale ed internazionale.

«Sono molto orgogliosa e onorata – dice Cristina Messa – di ricevere un premio di così grande prestigio. Devo molto di questo riconoscimento all'Università di Milano-Bicocca e voglio ancora una volta ringraziare i nostri docenti, i ricercatori, il personale e gli studenti che, attraverso il loro grande lavoro, fanno del nostro ateneo un’istituzione di elevatissimo livello e fondamentale per lo sviluppo della società».

La cerimonia di premiazione si svolgerà il 20 Giugno 2014 alle ore 15 presso lo Studio Rai Nomentano 5 di Roma e andrà in onda su Raidue il 27 Giugno 2014.

Ufficio Stampa Milano-Bicocca

Sezioni: 
Premiazioni

prossimo articolo

Come non pubblicare in medicina: perché le riviste rifiutano i lavori

macchina da scrivere

Tra errori clamorosi, vizi strutturali e nuove sfide come l’intelligenza artificiale, il nuovo libro di Luca De Fiore, "Come non pubblicare in medicina" (Il Pensiero Scientifico Editore, 2026), ribalta con ironia le regole della pubblicazione scientifica per mostrarne i limiti più profondi. Non solo un manuale per evitare brutte figure , ma una riflessione su un sistema imperfetto e sempre più bisognoso di trasparenza, ma ancora necessario.

«Gentile direttore del New England Journal of Medicine…»: peccato che l’indirizzo fosse quello dell’editor di Jama. È successo mille volte, racconta Robert M. Golub: il destinatario era lui, all’epoca executive deputy editor della seconda rivista, e tutte le volte che ha letto un’intestazione così clamorosamente sbagliata ha pensato che gli autori della mail non dovessero essere campioni della cura del dettaglio. Succede. Come succede di dimenticarsi le tracce delle revisioni ancora visibili o di inciampare in sciatterie di formattazione, e anche molto peggio.