fbpx La conoscenza ingrossa il cervello | Page 5 | Scienza in rete

La conoscenza ingrossa il cervello

Primary tabs

Read time: 2 mins

Una ricerca svolta tra coloro che sono riusciti a superare il difficile esame di conduttore di taxi a Londra ha mostrato che al termine del lungo e massacrante tirocinio il loro ippocampo era di dimensioni maggiori di quanto non fosse all'inizio.

Non è facile diventare conduttore dei famosi cab londinesi. Il permesso, infatti, viene rilasciato solamente a chi supera un test davvero duro, significativamente chiamato The Knowledge (la Conoscenza). L'aspirante tassinaro deve dimostrare di conoscere alla perfezione l'intreccio delle circa 25 mila strade e stradine di Londra entro un raggio di una decina di chilometri da Charing Cross. Una conoscenza che mette davvero alla prova le capacità di memorizzazione e organizzazione spaziale degli aspiranti autisti.

Katherine Woollett ed Eleanor Maguire (Institute of Neurology - University College London) hanno indagato se questo apprendimento intensivo potesse in qualche modo modificare l'ippocampo, la parte del cervello che sovrintende alla memoria. Hanno dunque esaminato il cervello e la memoria degli aspiranti tassisti prima del loro tirocinio e alla sua conclusione. Nel loro studio, pubblicato su Current Biology, mettono in luce come coloro che hanno superato positivamente lo scoglio della Knowledge hanno anche aumentato la materia grigia del loro ippocampo posteriore. Il superamento dell'esame, inoltre, è associato anche a un cambiamento nel profilo di memoria.

Poiché in uno studio di una decina d'anni fa era emerso che i tassisti possiedono un ippocampo di maggiori dimensioni rispetto a coloro che non guidano taxi, ora si ha la conferma che a fare la differenza è proprio The Knowledge.

Nature

Autori: 
Sezioni: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Generazione SCOBY: la lentezza controcorrente della kombucha

Particolare di impasto durante la fermentazione

Vanno di moda, in particolare tra i giovani adulti, gli hobby lenti, per esempio preparare impasti grazie a lieviti fatti in casa che devono fermentare a lungo, con l'aiuto di ingredienti come la kombucha. La risposta, più o meno consapevole, di una generazione cresciuta con l’idea di dover essere sempre produttiva e che oggi sembra cercare spazi in cui il tempo non possa essere ottimizzato? O la ricerca di benefìci per la salute provenienti dagli alimenti fermentati e dalle lunghe attività manuali? Forse sono possibili entrambe le risposte. Crediti immagine: Foto di Monaz Nazary su Unsplash.

Ingredienti: 900 millilitri di acqua, 10 grammi di tè nero, 100 grammi di zucchero, 100 millilitri di kombucha fermentato, uno SCOBY, un barattolo.

Annoto e ripeto.

900 millilitri di acqua, 10 grammi di tè nero, 100 grammi di zucchero, 100 millilitri di kombucha fermentato, uno SCOBY, un barattolo.

La verità è che avrei voluto ordinare una pizza.