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Camminata e aspettativa di vita

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Le valutazioni dell'aspettativa di vita di una persona anziana basate sulla velocità della sua camminata risulterebbero molto più accurate delle previsioni basate solo su età e sesso.
La nuova strategia valutativa emerge dalla ricerca del team di Stephanie Studenski (University ofPittsburgh) pubblicata su JAMA e basata sull'analisi dei dati raccolti tra oltre 34 mila ultra sessantacinquenni in 9 differenti studi effettuati tra il 1986 e il 2000.

Oltre ai normali dati personali – età, sesso, colore della pelle – solitamente impiegati per analisi statistiche sulle aspettative di vita, negli studi si è rilevata anche la rapidità del passo in una normale camminata. Analizzando i dati riguardanti i circa 17 mila anziani ancora in vita, i ricercatori hanno notato una correlazione tra l'aspettativa di vita e la velocità della camminata, correlazione che diventa particolarmente significativa quando l'età supera i 75 anni.
Secondo lo studio, le previsioni sull'aspettativa di vita basate sull'età, il sesso e la velocità della camminata sono altrettanto affidabili di quelle che tengono conto anche di parametri clinici, quali la pressione del sangue e l'indice di massa corporea, e dei dati di ospedalizzazione. La spiegazione suggerita dai ricercatori si basa sul fatto che camminare richiede non solo disponibilità di energia, ma anche il controllo di numerosi organi e la piena efficienza del sistema circolatorio,nervoso e muscolo-scheletrico. La diminuzione della rapidità della camminata, dunque, rifletterebbe un sistema corporeo con qualche problema.

PhysOrg

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