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Bisturi quantistico per tumori

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La fisica che serve agli acceleratori di particelle è utile anche per una nuova terapia contro il cancro. L’adroterapia con gli ioni carbonio, il "bisturi quantistico per tumori", è stata testata per la prima volta martedì scorso sui pazienti del CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) di Pavia.

Si tratta di una branca innovativa della radioterapia, abitualmente utilizzata nella cura di soggetti affetti da tumore. Nella radioterapia classica si trattano i tumori esponendo l'area ammalata a radiazioni ad alto contenuto energetico, nell’adroterapia si possono utilizzare fasci di protoni (ioni di idrogeno), di ioni di carbonio o di neutroni - le particelle più pesanti, anche dette "adroni" - accelerati fino a 4.700 MeV. Queste consentono di irradiare i tumori più profondi, definendone il contorno con una precisione vicina al millimetro e evitando i tessuti sani che li circondano. Prendere di mira le cellule tumorali con queste livelli di accuratezza fa preferire l’adroterapia, comunque non ancora molto diffusa, ad altri tipi di radiazione non così selettivi (come i raggi gamma o i fasci di elettroni).

La sperimentazione della adroterapia a ioni carbonio a partire dalla tecnologia degli acceleratori di particelle è un'altra prova dell’impatto fondamentale, in termini di ricadute sociali, delle applicazioni provenienti dalla fisica di base. In questo contesto, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ha svolto un ruolo centrale, essendo un protagonista di primo piano per la messa a punto di acceleratori come il CERN di Ginevra. Ma non è solo in questo progetto che l’INFN interviene nel trasferimento delle tecnologie dai laboratori alla società. Oltre alla realizzazione della macchina del CNAO, infatti, l’Istituto è impegnato da molti anni in altre esperienze, come il laboratorio CATANA (presso i Laboratori Nazionali del Sud dell’INFN a Catania,) dove, con la responsabilità clinica dell'Azienda ospedaliera Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania, si cura il melanoma dell’occhio con l’irraggiamento di ioni Idrogeno prodotti dall’acceleratore dei LNS. Finora, per quest'ultimo progetto si è registrata una percentuale di successo pari al 95%, con circa 300 pazienti provenienti da diverse regioni d'Italia.

“Questo risultato importantissimo per il futuro della cura delle patologie tumorali nel nostro Paese – ha commentato Fernando Ferroni, Presidente dell’INFN - dimostra ancora una volta come le tecnologie sviluppate per la ricerca di base e che hanno avuto un ruolo cruciale ad esempio nella recente scoperta del bosone di Higgs, vengono poi trasferite alla società con grandi ed evidenti benefici".

L’accordo di collaborazione con il CNAO ha coinvolto vari Laboratori e Sezioni dell’INFN, tra cui i Laboratori Nazionali di Frascati, i Laboratori Nazionali di Legnaro, i Laboratori Nazionali del Sud (Catania), nonché le Sezioni di Milano, di Torino, di Genova.

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