fbpx In Arabia prima del previsto | Page 3 | Scienza in rete

In Arabia prima del previsto

Primary tabs

Read time: 1 min

Manufatti risalenti a 100-125 mila anni fa scoperti nel sito archeologico di Jebel Faya obbligherebbero ad anticipare notevolmente l'epoca in cui i nostri antenati, lasciata l'Africa, si insediarono nella penisola Arabica.

L'annuncio della scoperta è stato pubblicato su Science da Simon J. Armitage (Royal Holloway, University of London) e collaboratori ed è il risultato della datazione di alcuni utensili rinvenuti in un sito archeologico in prossimità dello Stretto di Hormuz. Finora si pensava che l'uomo moderno fosse giunto in quelle regioni costeggiando il Mar Mediterraneo e lungo le coste della penisola Arabica circa 60 mila anni fa, ma il nuovo studio obbliga ad anticipare di almeno 40-50 mila anni tale arrivo.

Valutando i dati relativi alla situazione climatica nel periodo del probabile esodo, Armitage e collaboratori hanno notato che il passaggio potrebbe essere stato favorito dalle particolari condizioni dello stretto che separa la penisola dal Corno d'Africa durante l'ultimo periodo interglaciale, circa 130 mila anni fa. A quell'epoca, infatti, a causa del ridotto livello marino, le due sponde dello stretto erano molto più vicine e in più la penisola Arabica era particolarmente accogliente in quanto molto più umida e fertile di quanto non lo sia ai nostri giorni.

AAAS

Autori: 
Sezioni: 
Antropologia

prossimo articolo

Lavorare stanca, al caldo ammazza

Mentre il caldo estremo diventa la norma, il lavoro all'aperto resta uno dei fronti più esposti e meno tutelati. In Italia ogni anno migliaia di infortuni sono attribuibili alle alte temperature, e ogni estate porta con sé la conta dei braccianti e degli operai morti sotto il sole. Qualcosa si muove: ordinanze regionali, un protocollo nazionale, una piattaforma di previsione del rischio che funziona. Ma in Italia la prevenzione resta a macchia di leopardo e senza una legge che la renda obbligatoria ovunque. Illustrazione prodotta con Claude.

Il 19 luglio 2025 Naceur Messaoudi, bracciante di 57 anni, è morto mentre raccoglieva cocomeri nelle campagne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Pochi giorni prima un altro bracciante era morto in un agrumeto del Cosentino, un terzo in una serra del Casertano. Il 25 luglio, in Sardegna, l'operaio antincendio Gianfranco Incollu ha perso la vita mentre lavorava tra le fiamme a Jerzu, con temperature che hanno toccato i 48 gradi. Sono solo alcuni dei casi che le cronache e i sindacati hanno raccolto durante l'estate.