fbpx Antico oceano | Page 7 | Scienza in rete

Antico oceano

Primary tabs

Read time: 1 min

Gli strumenti della sonda europea Mars Express hanno permesso di individuare sotto la superficie della regione intorno al Polo nord marziano uno strato molto probabilmente riconducibile ai sedimenti lasciati da un antichissimo oceano.

I dati sono stati raccolti nel corso di due anni dal radar MARSIS e la loro analisi è stata pubblicata dal team di Jeremie Mouginot (University of California, Irvine) su Geophysical Research Letters. L'analisi radar, in grado di acquisire informazioni anche da una settantina di metri al di sotto della superficie marziana, ha permesso di individuare uno strato a bassa riflettività, interpretato dai ricercatori come il deposito sedimentario riconducibile a materiale eroso e trasportato dall'azione di un oceano liquido.

Mentre nella regione polare Sud la distribuzione di questi depositi appare circoscritta, l'emisfero settentrionale mostra una distribuzione più estesa che si protende fin quasi all'Equatore. Saremmo insomma in presenza di una nuova prova geofisica – oltre a quelle provenienti da considerazioni topografiche e geomorfologiche – dell'esistenza nel remoto passato di Marte di un esteso oceano settentrionale. Questo antichissimo oceano, chiamato dai planetologi Vastitas Borealis, avrebbe ricoperto quasi un terzo della superficie di Marte, ma sarebbe comunque stata una struttura estremamente temporanea. La sua presenza, infatti, avrebbe arricchito il Pianeta rosso solamente per un milione d'anni o anche meno.

ESA S&T - ESA

Autori: 
Sezioni: 
Marte

prossimo articolo

A cosa servono le città

vista aerea di metropoli

A lungo le città sono state considerate soprattutto motori della crescita economica o, al contrario, luoghi in cui si concentrano disuguaglianze, traffico e inquinamento. Oggi, però, una nuova prospettiva sta prendendo forma: proprio le aree urbane, dove vive oltre metà della popolazione mondiale, potrebbero diventare gli attori più efficaci nella lotta al cambiamento climatico. Grazie alla loro capacità di sperimentare politiche innovative e di intervenire con rapidità, le grandi città sono sempre più in grado di colmare i ritardi dei governi nazionali, trasformandosi da semplici centri di sviluppo economico a laboratori di sostenibilità ambientale.

Le città, soprattutto quelle di grandi dimensioni, possono fare molto di più per contenere il cambiamento climatico di quanto generalmente si pensi. È questa l’idea che si sta gradualmente affermando e che potrebbe aprire nuove prospettive. Ma andiamo con ordine.