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Animali che ci salvano la vita

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La sperimentazione animale come elemento cardine della ricerca e le problematiche legate alla sua comunicazione. Se ne discuterà il 29 novembre durante il convegno SPERA - Sperimentare per curare, presso il Centro Congressi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma.    
Il convegno - spiegano - si propone di far conoscere ai cittadini e presentare alle associazioni dei malati le ragioni della ricerca scientifica a sostegno della sperimentazione animale che, proseguono, ''allo stato attuale delle conoscenze e delle tecnologie disponibili, resta una necessità e non una opzione''. "Molte cose si possono fare in vitro usando le cellule - afferma Silvio Garattini, direttore IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri - ma poi bisogna andare a vedere se funzionano in vivo". ''Non può essere messo in discussione - si fa notare - il fatto che la sperimentazione sugli animali, passo obbligato prima della sperimentazione sull'uomo dei nuovi farmaci, ha consentito di avere cure per malattie gravi, come l'Aids, la leucemia infantile, il cancro e malattie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer''.

La ricerca italiana non deve subire restrizioni rispetto al resto dell'Unione Europea - si fa notare a proposito della normativa Ue e dell'esame che ne sta facendo il parlamento italiano. ''La preoccupazione - sottolinea Paolo De Girolamo, ordinario di Anatomia veterinaria e direttore Centro Servizi Veterinari dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, presidente AISAL - che norme così limitative possano favorire la migrazione della ricerca biomedica verso Paesi privi di controlli e regole, con un effetto controproducente sia per la salvaguardia del benessere stesso degli animali, che per lo sviluppo scientifico ed economico nel nostro Paese''. "Chi afferma che oggi esistano metodi alternativi in grado di sostituire completamente la sperimentazione animale nella ricerca biomedica - sottolinea la senatrice ed esperta di staminali Elena Cattaneo- dice il falso. E questo è particolarmente grave se a farlo sono persone delle istituzioni". ''Metodi che non comportino l'utilizzo di animali, come simulazioni al computer o test su cellule, sono in uso da anni - ha aggiunto la Cattaneo - e ci hanno sicuramente permesso di ridurre il numero di animali utilizzati. E grazie all'avanzamento tecnologico saremo sempre più in grado di ridurre questi numeri, come raccomanda anche l'Unione europea. Ma oggi, conclude, se vogliamo continuare a capire perché ci ammaliamo e come possiamo curarci non possiamo rinunciare del tutto alla sperimentazione animale''

Partecipano al convegno: Kirk Leech, coordinatore europeo di EARCC; Dominic Wells, Royal Veterinary College di Londra; Silvio Garattini, direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri'; monsignor Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara; Mario Melazzini, presidente ARISLA; Paola Binetti, deputata di Scelta Civica e neuropsichiatra infantile; ricercatori da atenei ed enti pubblici e privati, studenti, associazioni scientifiche.

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