fbpx Ad Alberto Mantovani il Premio Europeo di Oncologia | Page 4 | Scienza in rete

Ad Alberto Mantovani il Premio Europeo di Oncologia

Primary tabs

Read time: 3 mins

La cerimonia giovedì 16 giugno presso il Museo Magritte di Bruxelles, alla presenza della Principessa Astrid del Belgio.

Rozzano, 14 giugno 2016 - Continua a essere un flagello, responsabile ogni anno di circa un terzo delle cause di morte. Tuttavia, oggi il cancro fa meno paura. Gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da importanti progressi dal punto di vista sia della diagnosi sia della cura: le nuove terapie hanno permesso di trasformare alcuni tumori in malattie croniche, riuscendo a prolungare la sopravvivenza ed assicurando una buona qualità di vita al paziente. Stiamo infatti conoscendo sempre più e meglio il cancro e i suoi punti deboli: grazie ai progressi della Ricerca, sono state svelate molte caratteristiche peculiari delle cellule tumorali. Il lavoro di molti ricercatori, e in particolare del prof. Alberto Mantovani, vincitore del Premio assegnato quest’anno dall’Organizzazione degli Istituti Europei del Cancro “OECI”, giunto alla sua seconda edizione, ha dimostrato come il microambiente infiammatorio che circonda la cellula tumorale costituisca una nicchia ecologica essenziale per lo sviluppo e la progressione del cancro. Da queste conoscenze sono derivate nuove cure, e sempre di più ne deriveranno in futuro.

L’OECI è un’Organizzazione internazionale con sede in Belgio, fondata nel 1979 dal Prof. Umberto Veronesi con il proposito di associare gli Istituti oncologici europei, al fine di condividere esperienze e competenze e favorire il progresso delle cure garantendo uguali trattamenti a tutti i malati di cancro. Ogni tre anni OECI assegna un premio allo scienziato che più si è distinto per i propri studi nell’ambito della lotta al cancro.

Il prof. Mantovani, Direttore Scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University, è stato prescelto tra le nomination suggerite dai Direttori degli Istituti Oncologici Europei, per le sue ricerche di immunologia applicata all'oncologia: ha infatti contributo al progresso delle conoscenze in questo settore sia formulando nuovi paradigmi che identificando nuove molecole e funzioni. In particolare, ha scoperto che alcune cellule dell’immunità, i macrofagi, un componente fondamentale della reazione infiammatoria, si comportano nei tumori come “poliziotti corrotti” che invece di combattere ed arrestare il cancro lo aiutano a crescere e proliferare. Questi studi hanno posto le basi degli attuali sviluppi dell’immunoterapia, che rappresenta attualmente la  prima linea nella lotta contro il cancro.

“Negli ultimi anni in Medicina abbiamo assistito all’avverarsi di un sogno lungo 100 anni - spiega il Prof. Mantovani: le armi naturali del nostro sistema immunitario si sono affiancate con successo alle terapie più tradizionali - chirurgia, chemio e radioterapia, terapie mirate - nella lotta al cancro. Per il futuro, approfondire la conoscenza della macchina straordinaria delle nostre difese ci permetterà di imparare a pilotarla sempre più e meglio contro i tumori. Il premio OECI viene attribuito a me, ma il merito deve andare anche ai miei collaboratori e all’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che ha sempre sostenuto le mie ricerche. Questo importante riconoscimento è per me uno stimolo a fare sempre di più e meglio” 

Profilo di Alberto Mantovani

Alberto Mantovani, milanese, medico, è professore di Patologia Generale presso Humanitas University, ateneo dedicato alla medicina e alle scienze della Vita, e direttore scientifico dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas. In passato ha lavorato in Inghilterra e negli Stati Uniti, ed è stato capo del Dipartimento di Immunologia dell’Istituto Mario Negri di Milano. Ha contributo al progresso delle conoscenze nel settore immunologico sia formulando nuovi paradigmi sia identificando nuove molecole e funzioni. È il ricercatore italiano più citato nella letteratura scientifica internazionale. Per la sua attività di ricerca ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali.

Autori: 
Premi

prossimo articolo

La COP17 di Yerevan sulla biodiversità alla prova dei risultati

Panoramica della città di Yerevan con montagne sullo sfondo

La COP17 della Convenzione ONU sulla diversità biologica si svolge a Yerevan, in Armenia, dal 19 al 30 ottobre 2026. La riunione sarà la prima revisione globale dei progressi collettivi nell’attuazione del Quadro di Kunming-Montreal, adottato nel 2022 con 23 obiettivi di conservazione della biodiversità al 2030. Il confronto decisivo sarà su come accelerare l’attuazione e garantire risorse adeguate, sulla qualità della protezione e sulla destinazione dei benefici economici dell’uso delle risorse genetiche. La cerimonia di apertura è prevista il 18 ottobre: ecco i dossier più importanti che saranno discussi nelle prossime due settimane. Crediti immagine: Serouj Ourishian / Wikimedia Commons, CC BY

Il 19 dicembre 2022, a Montreal, i governi di 196 Paesi hanno concordato 23 obiettivi per arrestare e invertire la perdita di biodiversità globale entro il 2030. A quattro anni dalla scadenza, il rapporto di monitoraggio dei primi 8 obiettivi della Convenzione per la Diversità Biologica offre un quadro netto: i Paesi hanno intrapreso azioni su tutti i 23 obiettivi, ma meno della metà dei target nazionali risulta in traiettoria.