fbpx Accademia Galileiana: Ilaria Capua nuovo socio | Page 5 | Scienza in rete

Accademia Galileiana: Ilaria Capua nuovo socio

Primary tabs

Read time: 1 min

 

Comunicato stampa


Ilaria Capua, padovana d’adozione (opera nella città dal 1998), Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, di Legnaro (Padova) fino alla sua elezione alla Camera dei Deputati nel febbraio 2013 (attualmente ricopre l’incarico di vicepresidente della Commissione Istruzione di Montecitorio), entra a far parte da oggi della prestigiosa Accademia Galileiana di Padova.

In occasione della Adunanza Inaugurale del 416esimo Anno Accademico, ad Ilaria Capua viene consegnato il diploma di nuovo socio corrispondente, un riconoscimento assegnato dal Consiglio Accademico alla virologa che si è particolarmente distinta per le sue attività in campo scientifico.
“Sono riconoscente – ha commentato Ilaria Capua - alla comunità scientifica dell'Accademia, e alla città, per avermi accolto in questa antica e prestigiosissima accademia che porta il nome del padre della scienza moderna”.

Ufficio Stampa Accademia Galileiana

Sezioni: 

prossimo articolo

Estinzioni lente come l'oblio: il tempo che non vediamo

steppa con mammut semitrasparente in primo piano

Le estinzioni non sono mai state ciò che immaginiamo: non catastrofi improvvise confinate nel passato, né processi lenti e gestibili nel presente. La storia della megafauna del Pleistocene e la crisi della biodiversità contemporanea rivelano una stessa trama, deformata dalla nostra percezione del tempo. Tra eventi compressi e urgenze diluite, perdiamo la capacità di riconoscere la reale velocità del cambiamento e le sue conseguenze ecologiche. Dalla megafauna del Pleistocene alle estinzioni moderne, Alice Mosconi riporta la cronaca di una doppia distorsione temporale, mentre il mondo svanisce davvero.

Siamo soliti raccontare le estinzioni del passato, dai dinosauri a quelle della megafauna del Pleistocene, come eventi rapidi e traumatici. Quando ci riferiamo alle estinzioni in corso oggi, invece, tendiamo a vederle come processi lenti, gestibili e, quindi, ancora reversibili. 

In entrambi i casi, la nostra percezione è distorta e la scala temporale non è quella corretta. Questo errore non è neutro, ma ha delle conseguenze.