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Issues Brief - Trade and green economy

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Il documento Rio 2012 Issue Brief n.1 fa il punto sui potenziali rischi commerciali di una transizione verso un'economia verde. Gli effetti negativi di protezionismo e sussidi sono nodi di lunga data e non riguardano soltanto la green economy. Ma l’attenzione per tali rischi è rinnovata dall'urgenza e dalla scala delle azioni che potrebbero (e dovrebbero) venir adottate da molti paesi per il passaggio ad un’economia ecologica.

Al tempo stesso la transizione verso la green economy offre opportunità concrete per molti paesi in via di sviluppo che potrebbero beneficiare nel trovare mercati globali per beni e servizi a basso impatto ambientale. Guardando la questione sotto questa lente, l'economia verde offre quindi l’occasione di migliorare, in un circolo virtuoso, sia la governance economica globale che i meccanismi commerciali a livello locale nel contesto di uno sviluppo sostenibile.

La comunità internazionale deve però concordare i principi per la progettazione e la realizzazione di strumenti legati agli scambi commerciali nel contesto della green economy. Diversi gli orientamenti forniti dal documento per poter adottare le giuste norme commerciali che permettano tale transizione. Affrontare, discutere e risolvere i problemi normativi di regolamentazione, etichettatura e certificazione per assicurare che non costituiscano ingiustificate barriere non tariffarie al commercio. Avere un occhio di riguardo per i paesi più poveri, e in particolare per i settori e le attività connesse ad un'economia verde. Finanziare il passaggio ad una tecnologia verde tramite l’acquisto di brevetti da rendere di pubblico dominio, e fornire poi aiuti commerciali per la promozione di tecnologie rispettose dell'ambiente e per la produzione di beni “verdi”.

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I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

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