fbpx Il futuro nel laboratorio del Gran Sasso | Scienza in rete

Il futuro nel laboratorio del Gran Sasso

Primary tabs

Read time: 4 mins

I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) hanno un ruolo di primo piano nell'ambito della fisica del neutrino e della fisica astro particellare,  disciplina che si colloca tra la fisica delle particelle elementari, l'astrofisica e la cosmologia e che  ha avuto negli ultimi 20 anni uno sviluppo eccezionale anche grazie al lavoro dei fisici italiani. Il nostro paese grazie alla lungimiranza del progetto del prof. Zichichi, di cui quest'anno festeggiamo il trentennale, ha anticipato questo sviluppo e ancora oggi l'Italia possiede il più grande centro di ricerca sotterraneo del mondo (18000 m2 protetti da 1400 metri di roccia del massiccio del Gran Sasso).  I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS), centro di ricerca unico al mondo, ospitano attività di rilevanza internazionale come il CNGS, il flusso di neutrini "lanciato" dal CERN di Ginevra e ricevuto - dopo circa 700 chilometri di viaggio sotterraneo - dall'esperimento OPERA e nel prossimo futuro anche da ICARUS, ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia.  Come neo direttore sono consapevole di avere ricevuto una ricca eredità e la prima sfida da affrontare è quella di preservare e migliorare la leadership scientifica che i LNGS hanno costruito e mantenuto in questi anni. Per perseguire quest' obiettivo è importante puntare su quattro aspetti: esperimenti di frontiera, adeguate politiche di management, integrazione con il territorio e una intensa attività di formazione e divulgazione.

Una scienza di frontiera Molte sono le domande a cui cerchiamo di dare risposta con i nostri esperimenti ai LNGS.

  • Di cosa è fatto l'Universo e, in particolare, la materia oscura?
  • Quali sono la natura e le caratteristiche del neutrino?
  • Cosa accade all'interno del Sole?
  • Cosa avviene nei collassi solari?

Ciascuno di questi interrogativi rappresenta un'affascinante sfida scientifica, umana e tecnologica. Come nuovo direttore non posso nascondere il sogno di vedere arrivare dai nostri esperimenti una nuova e importante scoperta in risposta a una di queste domande nei prossimi anni. Il Gran Sasso attira ogni anno circa 750 ricercatori da tutto il mondo che scelgono di venire a fare scienza in una struttura italiana di altissima qualità. I nostri esperimenti sono tra i più avanzati ed è questa caratteristica, riconosciuta a livello internazionale che rende i LNGS un catalizzatore per i ricercatori di altri paesi. A conferma  di ciò, anche la roadmap europea stabilita da Aspera, il network di agenzie governative nazionali impegnate in fisica astroparticellare, ha individuato come prioritari la maggioranza degli esperimenti oggi presenti al Gran Sasso.

Questione di management. Lo sviluppo della fisica astroparticellare è andato di pari passo con quello degli esperimenti, migliorati e potenziati nel corso degli anni. Attualmente abbiamo esperimenti in fasi diverse, alcuni sono in presa dati, come Borexino, LVD, Opera, Dama/Libra, Warp, Xenon, altri sono in fase di assemblaggio e entreranno in funzione tra breve, come GERDA, CRESST e ICARUS o al massimo tra qualche anno, come CUORE.   Questo aumento delle attività sperimentali richiede un adeguamento continuo delle infrastrutture dei Laboratori e un aumento di personale specializzato;  il futuro ci impone di pensare in prospettiva e affrontare la prossima domanda di nuovo personale. Ciò tuttavia coincide con un momento difficile per la ricerca scientifica in Italia e impone di attuare politiche di management che sappiano efficientemente superare le difficoltà.

Outreach e integrazione con il territorio. La ricerca scientifica non è mai indipendente dal contesto in cui si realizza e prospera ma ne è, al contrario, parte integrante. Un centro di eccellenza come quello del Gran Sasso ha il diritto-dovere di coinvolgere il territorio che lo ospita nelle proprie attività. Personalmente attribuisco grande valore alle iniziative di formazione, trasferimento di conoscenze e divulgazione promosse dai Laboratori. Esperienze come il programma P.O.R. finanziato dall regione Abruzzo, gli Open day, e la scuola estiva Gran Sasso-Princeton hanno un grande successo in termini di partecipazione e confermano la nostra integrazione nel territorio. Questo importante legame non si è certo affievolito con il sisma dello scorso aprile. I LNGS, costruiti con avanzati criteri sismici, sono usciti strutturalmente indenni dal terremoto ma il personale è rimasto senza casa. Nonostante ciò i Laboratori in meno di un mese hanno ripreso a pieno le attività, dopo aver fatto eseguire le necessarie verifiche di agibilità. Un centro di ricerca unico al mondo come i LNGS contribuisce, insieme all'Università dell'Aquila, a rendere la città di L'Aquila una "città della scienza" che dalla scienza può ripartire assumendo la ricerca come motore di sviluppo scientifico-economico ma anche sociale e culturale.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.