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Davide Massari

Titolo di studio: Dottorato di ricerca in Astronomia, Università di Bologna (data: 15/12/2014) Successive esperienze di ricerca: 10/2014-3/2015: post-doc presso Università di Bologna 4/2015-12/2016: post-doc presso INAF 1/2017-12/2017: post-doc presso Universiteit Leiden 1/2018-6/2019: post-doc presso Rijksuniversiteit Groningen 7/2019-ora: post-doc presso Università di Bologna Pubblicazioni internazionali soggette a peer-review (totale di 62, h-index=26): 16 come autore principale (2 su Nature Astronomy) 38 come co-autore (1 su Nature) 8 pubblicazioni tecniche SPIE Partecipazioni a conferenze internazionali (totale di 35): 8 su invito del comitato organizzatore 27 in seguito a selezione Premi: Postdoc of the year 2018, Rijksuniversiteit Groningen (2500 euro) Ruoli di responsabilità scientifica: - Coordinatore scientifico per l’Astrometria - collaborazione [email protected] Large Telescope (simulazione di casi scientifici, definizione dei requisiti tecnici); - Membro della collaborazione Gaia, Coordination Units 3 (astrometria in campi densi) e 9 (validazione statistica); - Membro della collaborazione WEAVE, gruppo di Archeologia Galattica; - Investigatore principale di 6 programmi osservativi (durata totale 38.4 ore); - Co-investigatore di 18 programmi osservativi (durata totale 515 ore) Press releases italiane: - “Così danzano le stelle dello Scultore”: https://www.media.inaf.it/2017/11/27/stelle-scultore-materiaoscura/ - “Stelle Neanderthal nella via Lattea”: https://www.media.inaf.it/2018/11/02/gaia-enceladus/ - “La doppia vita di Terzan 5”: https://www.media.inaf.it/2016/09/07/la-doppia-vita-di-terzan5/ - “Come ti smaschero le stelle false magre”: https://www.media.inaf.it/2016/01/11/come-ti-smascherole-stelle-false-ma... Attività di ricerca relativa allo studio presentato: La fase iniziale della mia esperienza come ricercatore si è focalizzata sullo studio degli ammassi globulari e delle loro caratteristiche cronologiche, chimiche e cinematiche. Solo negli ultimi anni, trascorsi presso alcune istituzioni olandesi, mi sono appassionato al campo dell’Archeologia Galattica, che cerca di ricostruire la storia evolutiva della Via Lattea dalle proprietà delle sue componenti stellari. La naturale combinazione di questi due interessi ha quindi portato alla ricerca qui presentata: pur essendo numericamente pochi, gli ammassi globulari hanno caratteristiche che li rendono traccianti ideali della storia evolutiva della nostra Galassia. Sfruttando il loro potenziale, mi è stato quindi possibile raggiungere un risultato inatteso e importante in un campo ricco di competizione internazionale: la scoperta del primo evento significativo di fusione tra la Via Lattea ed una galassia esterna. Questa scoperta apre alla ricerca del relativo sciame stellare nelle regioni centrali della Galassia, e di altri, ancora sconosciuti, nelle regioni più esterne. Grazie a nuove ed imminenti survey spettroscopiche quali WEAVE, di cui faccio parte, l’obiettivo a cui ambisco nell’immediato futuro è quindi quello di scrivere in modo completo il racconto della vita passata della nostra Galassia.

Ha ottenuto una menzione speciale al Premio giovani ricercatori edizione 2020 categoria Alimentazione.