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Mario Cirillo

Laurea in Ingegneria Nucleare conseguita con lode all’Università la Sapienza di Roma nel 1980. Oggi pensionato; dal 2016 al 2020: direttore del Dipartimento per la valutazione, i controlli e la sostenibilità ambientale di ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ex-APAT); dal 2007 al 2016: responsabile del Servizio “Valutazioni ambientali” del Dipartimento “Stato dell’ambiente e metrologia ambientale”, ISPRA; dal 2005 al 2007: responsabile del Servizio “Qualità dell’aria” del Dipartimento “Stato dell’ambiente e metrologia ambientale”, APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici); in precedenza: responsabile del Servizio “Inquinamento atmosferico ed ambiente urbano” di APAT, responsabile dell’Unità Interdipartimentale “Censimento delle fonti di Emissione” di ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente); dal 1997 al 1999: componente della Commissione Nazionale per la Valutazione dell’Impatto Ambientale, Ministero dell’Ambiente. Tra il 1982 e il 1997 numerosi incarichi in ENEA: Sezione “Inquinamento Atmosferico”, Task force "Contabilità ambientale e modellistica urbana”, Unità di Coordinamento “Attività sul Clima Globale”, Unità “Modelli di inquinamento atmosferico” all’interno del progetto “Analisi e valutazione dei sistemi ambientali”; Unità Valutazioni Ambientali e Socioeconomiche. Fa parte del gruppo di ricercatori e operatori "Mind for One Health" (M4OH).

Perché irrobustire e non alleggerire le valutazioni preventive di impatto ambientale e sanitario

Tra le riforme all’attenzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza c’è la procedura di valutazione dell’impatto ambientale. Una semplificazione di questa procedura viene proposta come un requisito fondamentale per accelerare l'attuazione dei progetti previsti dal Piano, ma il rischio è quello di indebolirne la funzione. Per evitarlo gli autori suggeriscono di rendere queste valutazioni più efficienti e veloci sviluppando una sinergia con le valutazioni di impatto strategico, tenendo sempre alta l'attenzione sugli aspetti che riguardano la salute delle popolazioni che abitano nelle aree interessate.

Immagine: pix4free.

Tra le riforme della Pubblica Amministrazione all’attenzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) c’è la procedura di valutazione dell’impatto ambientale, abbreviata con l’acronimo VIA, individuata come “collo di bottiglia” sia a livello di statale (che interessa le opere più rilevanti) che regionale (che interessa opere di competenza regionale). Questa riforma si inserisce tra quelle finalizzate a semplificare e accelerare le procedure direttamente collegate all'attuazione del PNRR e quindi, nelle intenzioni del Governo, da attuarsi in tempi rapidi.