fbpx Proposte per il PNRR di un gruppo di docenti, ricercatori ed esperti in ambiente e salute | Scienza in rete
SciRe/

Proposte per il PNRR di un gruppo di docenti, ricercatori ed esperti in ambiente e salute

Tempo di lettura: 4 mins

Dopo aver inviato una lettera al Presidente del Consiglio Prof. Draghi e ai Ministri competenti (Scienza in rete del 29 marzo), lo stesso gruppo di docenti, ricercatori e operatori impegnati nell’area tematica ambiente e salute ha deciso di approfondire alcuni degli argomenti di principale interesse del PNRR.

La preoccupazione per gli effetti dei cambiamenti climatici, dagli sconvolgimenti degli ecosistemi alla pandemia che da un anno tentiamo con difficoltà di affrontare, ma anche la speranza che i risultati più robusti e significativi conseguiti dalla scienza negli anni recenti possano essere appropriatamente considerati nell’agenda del PNRR, hanno motivato la redazione di 12 schede tematiche.

Con questa ulteriore iniziativa, il gruppo desidera contribuire alla presa di decisioni basate su evidenze scientifiche, tese in generale ad evitare una ripartenza improntata a sottovalutazione delle cause sistemiche profonde che hanno portato alla pandemia da SARS-CoV-2. In accordo con quanto già pubblicato ben prima della pandemia, il gruppo crede che ci sia bisogno di un approccio “sindemico” per rivelare interazioni ambientali e sociali importanti per uscire dalla pandemia agendo sulle cause (M Singer et al. Syndemics and the biosocial conception of health, The Lancet, 2017).

Per contrastare efficacemente la pandemia occorre anche incidere sulle cause delle malattie non trasmissibili e sulle diseguaglianze socioeconomiche, perché una sindemia non è semplicemente un insieme di comorbidità (coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo), ma è il prodotto di interazioni biologiche, ambientali e sociali che aumentano la fragilità delle persone rendendole più suscettibili agli insulti esterni, non solo da virus.

L’adesione all’approccio One Health non è un’opzione tra le tante, ma è la struttura portante che connette le complesse relazioni tra persone, microrganismi, animali, piante, agricoltura, fauna selvatica e matrici ambientali: rappresenta, cioè, una visione essenziale per affrontare la complessità delle problematiche collegate al rischio delle malattie infettive emergenti, così come degli impatti sanitari dell’inquinamento ambientale.

La crisi causata dal Covid-19 ha chiarito i punti di forza e di debolezza dei sistemi sanitari, il loro indebolimento a seguito delle privatizzazioni del sistema di cura e del depauperamento dei servizi di prevenzione: da ciò deriva l’importanza di un equilibrio tra ospedale e territorio.

Per tutto questo, è necessario che le previsioni e le azioni da fare o da evitare su tanti dei punti del PNRR siano indirizzate verso un’effettiva strada di cambiamento ecologico.

Queste riflessioni e raccomandazioni sono improntate al cambiamento, avendo come riferimento benefici e co-benefici ottenibili con scelte oggi rese possibili dalle conoscenze scientifiche e dalle tecnologie mature già disponibili.

Sono scelte non di poco conto che necessitano di un vero e proprio cambio di paradigma sui modelli di produzione e consumo; è un dovere di tutti, ciascuno col proprio livello di competenza e responsabilità, operare affinché la transizione inizi e si muova nella direzione giusta.

Il documento, consultabile in pdf, include un’introduzione generale sulle motivazioni dell’urgenza del cambiamento, alcune proposte di revisione e sviluppo del PNRR e di rimodulazione/adozione degli strumenti e delle riforme che ne rendano possibile l’attuazione, alcune note di carattere generale ed alcune proposte di intervento.
Vi è poi un allegato con 12 schede tematiche di approfondimento su 1) Prevenzione e assistenza sanitaria, 2) Inquinamento atmosferico, 3) Salute e biodiversità, 4) Inquinamento chimico, 5) Antibioticoresistenza e inquinamento da farmaci, 6) Transizione agro-ecologica dei sistemi agro-alimentari, 7) Risanamento e recupero delle aree con siti contaminati, 8) Tutela del suolo, 9) Obiettivo zero-emissioni-nette di gas clima-alteranti, 10) Ambiente urbano e salute, 11) Mobilità sostenibile, 12) Completamento ed efficientamento del quadro pianificatorio nazionale, regionale e locale.

Martedì 13 aprile, su cortese invito, il documento e le schede saranno presentate all’On.le Bruno Tabacci, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio del Governo Draghi, con delega alla programmazione e coordinamento economico.

Contatti:

[email protected]
[email protected]

 

* Gruppo di lavoro Mind For One Health (M4OH): Simona Agger (architetto, SIAIS e HCWH), Ugo Bardi (docente, Università di FI), Giulio Betti (meteorologo, LAMMA-IBE/CNR), Paolo Barberi (Agronomo, Scuola Superiore Sant’Anna), Fabrizio Bianchi (epidemiolgo, CNR), Antonio Bonaldi (medico, Slow medicine), Roberto Buizza (fisico, Scuola Superiore Sant’Anna), Mario Carmelo Cirillo (ingegnere già ISPRA), Paolo Crosignani (Fisico, ISDE), Daniela D’alessandro (medico, La Sapienza UNI Roma), Gianluigi De Gennaro (chimico, UNI BA), Aldo Di Benedetto (medico, Ministero Salute), Francesco Forastiere (epidemiologo, CNR), Andrea Gardini (medico, Slow Medicine), Paolo Lauriola (epidemiologo RIMSA), Carmine Ciro Lombardi (chimico e tecnologo farmacologo, Tor vergata UNI Roma), Alberto Mantovani (tossicologo, ISS), Lucia Miligi (epidemiologa, ISPRO FI), Eduardo Missoni (Docente, saluteglobale.it), Luigi Montano (medico EcoFoodFertility), Vitalia Murgia (medico, CESPER), Francesca Pacchierotti (biologa, ENEA), Maria Grazia Petronio (medico, UNI PI), Pietro Paris (ingegnere, ISPRA), Paolo Pileri (docente, PoliMI), Francesco Romizi (giornalista), Roberto Romizi (medico, ISDE), Marco Talluri (giornalista, già dirigente ARPAT), Gianni Tamino (biologo, già UNI PD), Sandra Vernero (medico, Slow Medicine), Giovanni Viegi (pneumologo ed epidemiologo, CNR), Paolo Vineis (epidemiologo, Imperial College London).

 

 

Articoli correlati

Aiuta Scienza in Rete a crescere. Il lavoro della redazione, soprattutto in questi momenti di emergenza, è enorme. Attualmente il giornale è interamente sostenuto dall'Editore Zadig, che non ricava alcun utile da questa attività, se non il piacere di fare giornalismo scientifico rigoroso, tempestivo e indipendente. Con il tuo contributo possiamo garantire un futuro a Scienza in Rete.

E' possibile inviare i contributi attraverso Paypal cliccando sul pulsante qui sopra. Questa forma di pagamento è garantita da Paypal.

Oppure attraverso bonifico bancario (IBAN: IT78X0311101614000000002939 intestato a Zadig srl - UBI SCPA - Agenzia di Milano, Piazzale Susa 2)

altri articoli

Rinascimento psichedelico, gli studi sulla psilocibina

Il “Rinascimento psichedelico” indica la riaccensione dell’interesse verso le proprietà psicoterapeutiche di una classe di farmaci che negli anni '50 e '60 furono oggetto di numerosi studi clinici, in vista di un uso terapeutico, ma che subirono un’improvvisa battuta d’arresto nei primi anni '70, quando fu proibito sia l'uso ricreazionale sia quello terapeutico di queste sostanze. Un aspetto alla base della nuova stagione di questi studi è il rigore metodologico, basato su studi clinici randomizzati e controllati in doppio cieco nei quali si sono cimentati alcuni tra i migliori gruppi di psicofarmacologia clinica: qui ripercorriamo quelli riguardanti la psilocibina, focalizzati in particolare sui disturbi d'interesse psichiatrico.

Crediti immagine: Mario Klingemann/Flickr. Licenza: CC BY-NC 2.0

Inserendo il termine psychedelic come parola chiave di ricerca nel sito ClinicalTrials.gov, il database di studi clinici mantenuto dai National Institutes of Health statunitensi, si ottengono 315 trial clinici che utilizzano farmaci appartenenti a diverse categorie farmacologiche: allucinogeni (psilocibina, LSD, mescalina, dimetiltriptamina); analoghi o derivati sintetici del tetraidrocannabinolo (il principio attivo della Cannabis, nella forma di dronabinol o marinol), derivati anfetaminici (MDMA, ecstasy), derivati della Salvia divinorum e dell’ibogain