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Premio Giovani Ricercatori Gruppo 2003: ecco i vincitori

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“Giovani ricercatori” ma già scienziati maturi, tanto da vincere un premio altamente competitivo che ha indetto il Gruppo 2003 su dieci discipline diverse. Rivolto alle ricercatrici e ai ricercatori con meno di 7 anni di attività dalla fine del dottorato, il Premio ha avuto 373 domande (191 uomini e 182 donne) e vincitori in tutte e 10 le aree scientifiche indicate.

Ecco le nuove speranze della ricerca italiana che con un loro lavoro scientifico pubblicato su riviste prestigiose si sono aggiudicati il premio: Alberta Pinnola (Università di Pavia) si è aggiudicata il premio nella ricerca in agricoltura con uno studio che risponde al quesito di come produrre piante in modo da sfamare l'umanità in crescita vertiginosa e con modalità sostenibili. Donato Angelino (Università di Teramo) è il vincitore della categoria Alimenti e nutrizione con una ricerca molto innovativa sugli alimenti funzionali per curare l’obesità. Moreno Di Marco (La Sapienza di Roma), invece, ha vinto il premio Ambiente con uno studio sul rischio di estinzione di piante e invertebrati. Il premio su Astrofisica e Spazio è andato invece a Mario Spera (Università di Padova) per una originale analisi dei buchi neri di media grandezza, mentre Luca Tanzi (CNR di Pisa) ha vinto per la categoria Fisica, matematica e informatica con un lavoro di fisica fondamentale sulla rottura della simmetrie e le sue conseguenze nei supefluidi e nei supersolidi (cristalli). Il premio di Ingegneria va invece alla ricercatrice Giulia Scalet (Università di Pavia), che ha studiato la meccanica non lineare, e un’altra ricercatrice, Marcella Cornia (Università di Modena e Reggio Emilia), va il premio su Intelligenza artificiale e Big Data con una pubblicazione sulle nuove frontiere della computer vision. Alla medicina vanno infine i premi alla coppia  Anna Citron e Tito Panciera (Università di Padova) per uno studio sulla interazione fra fattori genetici e micro ambientali nella genesi dei tumori, e in prospettiva su altre malattie; a Lorenzo Brunetti (Università di Perugia) premiato nella categoria Oncologia per una ricerca su nuovi target terapeutici per la leucemia, e ad Alessio Mazzoni (Università di Firenze) Premio Covid-19 per aver approfondito l’importanza di contrastare lo stato infiammatorio sistemico nella malattia da SARS-CoV-2.

Hanno inoltre ricevuto una menzione Carol Coricelli (SISSA di Trieste e Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo per Alimentazione nutrizione), Davide Massari (Università di Bologna per Astrofisica e Spazio), Luca Pappalardo (ISTI-CNR e Università di Pisa per Intelligenza artificiale e Big Data), Giovanni Simonini (Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia per Intelligenza artificiale e Big Data) e Margherita Maiuri (Politecnico di Milano per Fisica, matematica, Informatica).

“Mi sembra un ottimo segnale aver ricevuto così tante domande al nostro Premio e una qualità di lavori così elevata” commenta il presidente del Gruppo 2003 Nicola Bellomo. Scorrendo anche solo i titoli delle pubblicazioni di questi giovani si capisce quanto la ricerca scientifica possa contribuire alla sicurezza, alla qualità della vita e al benessere complessivo della società in cui viviamo. I premi sono stati assegnati a seguito di un attento vaglio scientifico, dal quale emerge una generazione di scienziati e scienziate di alto profilo scientifico. Quindi una risorsa preziosa per il futuro del nostro Paese”.

Il premio consiste in 3.000 euro e un attestato, ma soprattutto nella soddisfazione di essere stati valutati da dieci commissioni costituite in prevalenza dai membri del Gruppo 2003, tutti scienziati con un numero di citazioni che li pongono ai vertici della ricerca nazionale e mondiale.

Il premio è stato sostenuto dal Consiglio nazionale delle Ricerche, l’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF), Fondazione Bracco, AIRC, Chiesi farmaceutici, Barilla e FENDA.

Per informazioni aggiuntive sul premio e i relativi lavori scientifici: https://www.scienzainrete.it/premio

 


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Auto elettriche: occorre ripensare il modello di mobilità

Vehicle battery pack ballistic shield, Tesla Inc 2011

Da un punto di vista sia economico sia ambientale, la parte più costosa di un’auto elettrica è la batteria, pertanto è bene sfruttare tutta la sua vita utile. Tuttavia, il modello di mobilità attuale, basato su molte auto private poco utilizzate, non è né efficiente né sostenibile per un parco auto completamente elettrificato: occorre passare verso un modello di mobilità basato sul car sharing di veicoli a guida autonoma.

Immagine: Patent US8286743B2, Vehicle battery pack ballistic shield, Tesla Inc 2011.

Nel 2023, in Italia le immatricolazioni di auto elettriche sono state 66.276, con una quota di mercato del 4,22%, contro le 49.053 del 2022 e una quota di mercato del 3,71%. Il parco circolante BEV si attesta così a 220.188 unità.

Su base regionale, le immatricolazioni sono così ripartite: in testa il Trentino-Alto Adige con 12.807 veicoli immatricolati, seguito da Lombardia con 12.509 immatricolazioni, Lazio 7.533 veicoli, Toscana con 6.410, Veneto con 5.327, Emilia-Romagna 5.025 veicoli e Piemonte con 4.299 veicoli.