fbpx Live 20 aprile: Il paradosso cubano alla fine dei suoi giorni? | Scienza in rete

Il paradosso cubano alla fine dei suoi giorni?

--
Tempo di lettura: 1 min

Ne discutiamo in diretta giovedì 23 aprile alle ore 17 con esperti italiani e con una cardiologa cubana, Elizabeth Balbuena Delgado.

Da 64 anni Cuba subisce un embargo feroce che impatta in maniera drammatica sulla vita dei suoi abitanti. L’inasprimento delle ultime settimane rende sempre più difficile mantenere quella capacità innovativa per cui l’isola si è distinta a dispetto di tutto e che le ha consentito finora di produrre farmaci e vaccini e di offrire una buona assistenza sanitaria. Anche fuori dall’isola.

Eva Benelli ne discute con Maurizio Bonati, medico, esperto di sanità internazionale, con Fabrizio Chiodo, ricercatore del CNR e con Elizabeth Balbuena Delgado, cardiologa cubana che lavora nella sanità pubblica italiana partecipando a un progetto di collaborazione per sopperire alle carenze di organico.

Streaming online sul sito e sul canale YouTube di Scienza in rete, con la possibilità di intervenire con domande e commenti in diretta.

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.