fbpx Lettera aperta sul futuro dell'università | Scienza in rete

Lettera aperta sul futuro dell'università

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

 

Lettera aperta al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al Ministro dell’Università Maria Stella Gelmini

Presidente Berlusconi, Ministro Gelmini,

Con riferimento al Disegno di Legge sull’Università in discussione in Parlamento, desideriamo  far Loro pervenire, con questa lettera aperta, le considerazioni che seguono.

Riconosciamo pienamente che il DdL è basato su valori di efficienza e di merito, valori  fortemente compromessi anche per gravi responsabilità di noi accademici, ma siamo allo stesso tempo convinti che nella sua forma attuale esso non possa imprimere la svolta necessaria, né creare il contesto adeguato per un uso virtuoso dell’autonomia universitaria.

Noi riteniamo che la ricerca  debba essere l’obiettivo centrale  della riforma. Senza un solido collegamento con la ricerca una buona didattica è impossibile. Riteniamo anche che sia  indispensabile un efficiente sistema di incentivi, un complesso di premi e penalizzazioni, legato soprattutto ai risultati della ricerca.

Puntare, come il disegno di legge fa, sul rafforzamento della governance centrale degli atenei, e su innesti esterni nei consigli di amministrazione, significa adottare uno strumento irrilevante, e probabilmente degradante delle istituzioni universitarie. Le rappresentanze esterne, che sanno poco o niente di ricerca e di scienza, e che non partecipano al finanziamento, creano spesso satrapie locali incontrollabili e autoreferenziali. Ciò che è accaduto nella sanità e che sta accadendo in sedi universitarie in cui tali innesti sono stati introdotti in via sperimentale  dovrebbe pur mettere in guardia!

Noi riteniamo:

  1. che sia necessario in primo luogo recuperare i ritardi nella valutazione della ricerca, su cui deve essere basato il nuovo sistema degli  incentivi.
  2. Che destinatari principali degli incentivi debbano essere le unità base della ricerca, e cioè i dipartimenti, e che la misura degli incentivi debba essere significativa, ben al di sopra delle percentuali fino ad oggi utilizzate e del 3% dedicato alla valutazione delle politiche di reclutamento degli atenei.
  3. Che i dipartimenti debbano essere potenziati, con una radicale riduzione del potere discrezionale degli organi centrali  di governo degli Atenei. 

E’ improbabile che stimoli in questa direzione vengano dai consiglieri istituzionali della riforma, la Conferenza dei Rettori o il CUN.

I firmatari della presente si augurano che queste raccomandazioni trovino spazio nella riforma dell’Università su cui il Governo sta lavorando. Per quanto riguarda i punti elencati sopra, si dichiarano disponibili, anche in forza dell’esperienza acquisita nella valutazione della ricerca e nella direzione di istituti universitari, a fornire precisazioni ed elaborazioni.  

Paola Potestio, Università di Roma 3
Luigi Ambrosio, Scuola Normale Superiore di Pisa
Bincenzo Balzani, Università di Bologna
Vincenzo Barone, Scuola Normale Superiore di Pisa
Franco Brezzi, Istituto Universitario di Studi Superiori, Pavia
Cesare Chiosi, Università di Padova
Gaetano Di Chiara, Università di Cagliari
Giovanni Dosi, Scuola Superiore S.Anna, Pisa
Ele Ferrannini, Università di Pisa
Filippo Frontera, Università di Ferrara
Gabriele Ghisellini, Istituto Nazionale di Astrofisica
Isabella Gioia, Istituto Nazionale di Astrofisica
Marco Lippi, Università di Roma “La Sapienza”
Laura Maraschi, Istituto Nazionale di Astrofisica
Giorgio Parisi, Università di Roma “La Sapienza”
Franco Peracchi, Università di Roma 2 “Tor Vergata”
Aldo Rustichini, University of Minnesota
Michele Salvati, Università di Milano


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

ISPRA: quali sono le minacce principali per gli uccelli

Un uccello vola accanto a un cavo elettrico

Un’analisi condotta da ISPRA su 623 esemplari appartenenti a 21 specie, nell’arco di 17 anni, rivela che le morti dell’avifauna provocate dall’essere umano sono quasi il doppio di quelle dovute a cause naturali. Elettrocuzione, collisioni con infrastrutture energetiche e bracconaggio sono le cause principali. La localizzazione dei singoli individui - e quando possibile la causa delle loro morti - è stata consentita dagli strumenti di tracciamento satellitare, diventati nel tempo più piccoli, leggeri e meno costosi. Crediti immagine: Kaitlan Balsam/Unsplash

Dalla gravina di Matera - un profondo canyon nel Parco della Murgia Materana - a Campobello di Mazara sono circa 700 chilometri, se si va via terra. Tra le due località c'è anche lo stretto di Messina. Tra planate e volteggi, i chilometri diventano molti di più. È più o meno questo il percorso che ha fatto, in appena due settimane, una giovane femmina di capovaccaio, come raccontato dai suoi tracciati di monitoraggio. Rilasciata nell'ambito del progetto LIFE Egyptian vulture, è morta dopo sette mesi di vita in libertà in Sicilia a causa di un'infrastruttura elettrica.