fbpx Infrastrutture: femminile, plurale | Scienza in rete

Infrastrutture: femminile, plurale

--
Tempo di lettura: 2 mins

Quando si parla di infrastrutture, l’immaginario collettivo richiama spesso un mondo maschile. Eppure, oggi, dighe, ferrovie, strade e ponti sono anche progettati, studiati e gestiti da molte donne, con ruoli di alta responsabilità tecnica, scientifica e istituzionale.

In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, Infrastrutture: Femminile, Plurale, la serie di video promossa da Fondazione RETURN, dà voce a ingegnere e ricercatrici impegnate nel settore delle infrastrutture critiche, raccontandone il lavoro quotidiano, le competenze, le scelte professionali e lo sguardo sul futuro.

Attraverso i temi della sicurezza, del rischio, del cambiamento climatico e della resilienza, il progetto mostra come le infrastrutture non siano solo opere tecniche, ma sistemi complessi che incidono sulla vita delle persone e sui territori. Il racconto del protagonismo femminile non è qui inteso come eccezione o contrapposizione, ma come parte integrante di una trasformazione culturale e professionale in atto: un settore che cambia, si apre a nuove competenze e si interroga sulle sfide dei prossimi decenni.

Questa playlist raccoglie la sintesi di tre percorsi tematici — dighe, ferrovie, strade e ponti — uniti da una stessa domanda di fondo: come progettare e gestire infrastrutture più sicure, sostenibili e capaci di rispondere a un mondo che cambia.

Guarda i video lunghi sul canale di Fondazione RETURN: dighe, ferrovie, strade e ponti

Un progetto di DIATI Politecnico di Torino  
Coproduzione:  ZadigThe Jack Stupid

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Farmoplant, 38 anni dopo: memoria, salute e bonifiche ancora in cammino

Lo stabilimento di Avenza nel 1945

L’esplosione del 17 luglio 1988 nello stabilimento di Massa resta un caso di riferimento per lo studio del rapporto tra inquinamento e malattie. I dati più recenti confermano un quadro sanitario dell’area ancora critico, mentre il risanamento dei terreni procede lentamente. Il progetto SINTESI prova ora a costruire un percorso condiviso tra istituzioni e cittadinanza.
Nell’immagine Lo stabilimento azoto ad Avenza - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Stabilimento_Azoto_Avenza_1945.jpg
 

Ancora il ricordo di un disastro industriale, da tenere a mente, dopo quello di Seveso, per costruire conoscenze su ambiente e salute e conservare memoria di chi più ha sofferto e pagato, in quel momento e dopo, in uno dei luoghi dove l’ingiustizia ambientale ha lasciato il segno.