fbpx Infrastrutture: femminile, plurale | Scienza in rete

Infrastrutture: femminile, plurale

--
Tempo di lettura: 2 mins

Quando si parla di infrastrutture, l’immaginario collettivo richiama spesso un mondo maschile. Eppure, oggi, dighe, ferrovie, strade e ponti sono anche progettati, studiati e gestiti da molte donne, con ruoli di alta responsabilità tecnica, scientifica e istituzionale.

In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, Infrastrutture: Femminile, Plurale, la serie di video promossa da Fondazione RETURN, dà voce a ingegnere e ricercatrici impegnate nel settore delle infrastrutture critiche, raccontandone il lavoro quotidiano, le competenze, le scelte professionali e lo sguardo sul futuro.

Attraverso i temi della sicurezza, del rischio, del cambiamento climatico e della resilienza, il progetto mostra come le infrastrutture non siano solo opere tecniche, ma sistemi complessi che incidono sulla vita delle persone e sui territori. Il racconto del protagonismo femminile non è qui inteso come eccezione o contrapposizione, ma come parte integrante di una trasformazione culturale e professionale in atto: un settore che cambia, si apre a nuove competenze e si interroga sulle sfide dei prossimi decenni.

Questa playlist raccoglie la sintesi di tre percorsi tematici — dighe, ferrovie, strade e ponti — uniti da una stessa domanda di fondo: come progettare e gestire infrastrutture più sicure, sostenibili e capaci di rispondere a un mondo che cambia.

Guarda i video lunghi sul canale di Fondazione RETURN: dighe, ferrovie, strade e ponti

Un progetto di DIATI Politecnico di Torino  
Coproduzione:  ZadigThe Jack Stupid

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Prendersi una pallottola in testa è un rischio quotidiano per i bambini di Gaza

Proiettile su disegno infantile

I medici a Gaza hanno osservato un pattern inquietante: bambini e bambine con una singola ferita da arma da fuoco alla testa o al torace, segno che sono stati deliberatamente presi di mira. Risultati di un’inchiesta giornalistica, confermati da due studi e ripresi dalle Nazioni Unite nella loro relazione del 18 giugno. Immagine: Scienza in rete

Il prestigioso premio europeo per la stampa, Distinguished Reporting Award 2026, che riconosce, onora e incoraggia il giornalismo di qualità in tutta Europa, è stato assegnato a «Cosa ci dicono le ferite» di Maud Effting e Willem Feenstra, pubblicato da De Volkskrant, Paesi Bassi, il 13 settembre 2025. In Italia ne hanno dato conto poche testate, per lo più on line.