Cesare Barbieri

Professore Emerito di Astronomia, Università di Padova. Laureato in Fisica a Bologna nel luglio 1965. Astronomo dal 1966 al 1973 all’Osservatorio Astronomico di Padova. Professore ordinario di Astronomia presso l’Università di Padova dal 1 ottobre 1973 al 30 settembre 2013. Professore emerito di Astronomia dal 1 ottobre 2013. E’ stato membro di vari comitati ESO, ESA e NASA (Discovery Missions, Faint Object Camera su Hubble Space Telescope), Nasa Group Award per la FOC. Si occupa attualmente sia di ricerche cometarie che di astronomia quantistica da terra e da spazio. Per quanto riguarda la missione Giotto, dal 1985 al 1986 gestì per conto del Piano Spaziale Nazionale il disegno, la verifica e la fornitura di due elementi fondamentali della Halley Multicolour Camera (HMC), cioè lo specchio piano metallico e il paraluce anch’esso esterno. Ha poi coordinato le riunioni a Padova dell’Inter Agengy Consultative Group (IACG), comprendente le agenzie spaziali europee, americane, sovietiche (poi russe) e giapponesi, che concluse le sue funzioni proprio a Padova nel 2002. Per quanto riguarda la missione Rosetta, su incarico dell’ASI ha coordinato dal 1995 al 2013 i lavori per il disegno, la costruzione, il collaudo e la fornitura delle ottiche e dei meccanismi delle due camere, di tutta la parte optomeccanica della Wide Angle Camera. Dal 2013 continua la sua attività scientifica in Osiris in qualità di Lead Scientist.

Gli occhi di Rosetta

Le comete, assieme agli asteroidi, sono collettivamente chiamate ‘corpi minori’ del sistema solare, ma solo per le loro dimensioni (in realtà le temporanee code delle comete possono estendersi per centinaia di milioni di km), non per la loro importanza. Le comete infatti hanno giocato da secoli un importantissimo ruolo in astronomia, meccanica celeste, fisica, chimica, geologia e perfino biologia. Esse costituiscono gli ideali ‘punti di massa’ per mettere alla prova le teorie dinamiche, dalle perturbazioni orbitali sino alle conseguenze della Relatività Generale.