Il 4 ottobre scorso la Commissione europea ha presentato una relazione relativa alle piccole e medie imprese per il 2010. Si tratta di una serie di schede informative “SBA Fact Sheets” che monitorano e valutano le prestazioni degli Stati membri sull’implementazione dello Small Business Act (SBA), la principale iniziativa dell’Unione europea a supporto delle PMI. Le SBA Fact Sheets 2010/2011 si basano su una serie di 62 indicatori statistici e coprono tutti e 27 paesi membri UE, oltre Albania, Croazia, FYROM, Islanda, Irlanda, Liechtenstein, Norvegia, Montenegro, Serbia e Turchia. Gli indicatori sono raggruppati in 10 principi dello SBA ossia:
- Imprenditorialità;
- Seconda possibilità;
- Pensare anzitutto in piccolo;
- Amministrazione recettiva;
- Appalti pubblici e aiuti di Stato;
- Accesso ai finanziamenti;
- Mercato unico;
- Competenze e Innovazione;
- Ambiente;
- Internazionalizzazione.
Nel 2010 le imprese, che si confermano la spina dorsale dell’economia dell’Unione europea, erano quasi 20,8 milioni nell’economia commerciale non finanziaria dell’Unione europea, di cui 19,2 milioni erano microimprese con meno di dieci dipendenti. La nuova relazione sottolinea che nel 2010 le PMI stavano uscendo dalla recessione del 2008/2009. Il valore aggiunto lordo combinato (VAL) delle PMI è aumentato del 3,4 % nel 2010. La valutazione dei risultati delle attività delle PMI per il 2010 ha identificato tre gruppi: 1. il gruppo dei paesi in cui le PMI hanno registrato un tasso di crescita positivo sia in termini di VAL sia in termini di occupazione. 2. il gruppo di paesi in cui le PMI hanno registrato un tasso di crescita negativo sia per quanto riguarda il VAL sia per l’occupazione; 3. il gruppo dei paesi in cui le PMI hanno ottenuto un tasso di crescita positivo in termini di VAL, ma un tasso negativo in termini di occupazione, la cosiddetta ripresa senza posti di lavoro. Tra di essi figura l’Italia. Le schede informative sono state preparate dalla Direzione Generale Industria ed Imprenditoria assistita dal Centro comune di ricerca della Commissione europea (CCR).