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ECRAN Project: un cartone per descrivere i trials clinici

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Siamo nel 1747, molte sono le idee contrastanti e le domande senza risposta relative alla cura dello scorbuto, malattia a quel tempo mortale. James Lind, chirurgo navale scozzese, decide di affrontare questa incertezza, sottoponendo i suoi pazienti a uno studio clinico di confronto tra sei possibili rimedi. La sperimentazione messa in atto dimostrò come le arance e i limoni erano di gran lunga il migliori rimedi rispetto ad altri. Il suo lavoro ha salvato non solo la vita dei marinai della sulla sua nave, ma ha anche gettato le basi per i moderni studi clinici (studi randomizzati e controllati) come oggi li conosciamo. Proprio con l’avventura di Lind si apre il video informativo, realizzato dall’European Communication Research Awareness Needs (ECRAN), sulla ricerca clinica indipendente. Il progetto europeo ECRAN, coordinato dall'Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con prestigiosi partner internazionali, ha come obiettivo la promozione tra i cittadini europei dell’informazione sulla ricerca clinica indipendente, attraverso la realizzazione di diversi materiali informativi ed educativi. L’animazione prodotta risulta molto divertente e coinvolgente. In soli 5 minuti e in 23 lingue diverse, aiuta il pubblico laico a comprendere quali sono le procedure che vengono seguite durante una sperimentazione clinica. I trial clinici indipendenti e internazionali rappresentano un importante contributo per la ricerca clinica europea e per trovare risposte adeguate e appropriate su diagnosi, interventi e prognosi.

[video: http://vimeo.com/69337236#at=0]

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.