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ECRAN Project: un cartone per descrivere i trials clinici

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Siamo nel 1747, molte sono le idee contrastanti e le domande senza risposta relative alla cura dello scorbuto, malattia a quel tempo mortale. James Lind, chirurgo navale scozzese, decide di affrontare questa incertezza, sottoponendo i suoi pazienti a uno studio clinico di confronto tra sei possibili rimedi. La sperimentazione messa in atto dimostrò come le arance e i limoni erano di gran lunga il migliori rimedi rispetto ad altri. Il suo lavoro ha salvato non solo la vita dei marinai della sulla sua nave, ma ha anche gettato le basi per i moderni studi clinici (studi randomizzati e controllati) come oggi li conosciamo. Proprio con l’avventura di Lind si apre il video informativo, realizzato dall’European Communication Research Awareness Needs (ECRAN), sulla ricerca clinica indipendente. Il progetto europeo ECRAN, coordinato dall'Istituto Mario Negri di Milano in collaborazione con prestigiosi partner internazionali, ha come obiettivo la promozione tra i cittadini europei dell’informazione sulla ricerca clinica indipendente, attraverso la realizzazione di diversi materiali informativi ed educativi. L’animazione prodotta risulta molto divertente e coinvolgente. In soli 5 minuti e in 23 lingue diverse, aiuta il pubblico laico a comprendere quali sono le procedure che vengono seguite durante una sperimentazione clinica. I trial clinici indipendenti e internazionali rappresentano un importante contributo per la ricerca clinica europea e per trovare risposte adeguate e appropriate su diagnosi, interventi e prognosi.

[video: http://vimeo.com/69337236#at=0]

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vista del sito sperimentale del progetto BRIDGE|50 nei pressi del quartiere di Mirafiori a Torino

Il crollo del Ponte Morandi ha portato all'attenzione dei legislatori il problema della durabilità delle strutture in calcestruzzo armato. Una delle principali cause di degrado di questo materiale è la corrosione, che però finora non veniva considerata adeguatamente nella progettazione delle opere e nel pianificare la loro manutenzione. Esistono modelli computazionali che possono prevedere come il degrado dei materiali incide sulla tenuta strutturale dei ponti o dei viadotti ma finora non era stato possibile testarli a scala reale. Il progetto di ricerca BRIDGE|50 colma questa lacuna. Alcune delle travi di un viadotto che doveva essere demolito a Torino per fare posto a un collegamento ferroviario sono state smontate e portate in un sito sperimentale allestito allo scopo. I ricercatori ne hanno prima misurato il livello di degrado e poi le hanno sottoposte a prove di carico fino a rottura. Quello che hanno imparato potrebbe essere applicato ad altre strutture già esistenti e aiutare a pianificarne meglio la manutenzione.

Nell'immagine le operazioni di demolizione del viadotto di Corso Grosseto a Torino. Credit: Mattia Anghileri/BRIDGE|50.

Il 14 agosto 2018 la pila 9 del Viadotto del Polcevera a Genova, anche noto come Ponte Morandi, cedette portando con sé un tratto di 250 metri di ponte e la vita di 43 persone. Le pile sono gli elementi verticali che sostengono l’impalcato di un ponte, la striscia orizzontale dove transitano i veicoli. Le cause del crollo del Ponte Morandi, tuttora oggetto di accertamento, sono state ricercate anche nella corrosione dei cavi metallici degli stralli in calcestruzzo armato collegati alla sommità della pila 9.