fbpx La scienza siamo noi | Scienza in rete

La scienza siamo noi

Read time: 3 mins

La Regione Sardegna ha stanziato 200 mila euro per la divulgazione scientifica nell’isola. Questi finanziamenti daranno la possibilità a Sardegna Ricerche di organizzare, tra gli altri, vari concorsi per i giovani e incontri scientifici per il grande pubblico. Uno dei compiti istituzionali di Sardegna Ricerche sta proprio nel supportare l’Amministrazione Regionale nella promozione, sostegno e divulgazione della cultura scientifica. Dal 2012 l’Assessorato della Programmazione, attraverso la L.R. 7/2007, ha affidato all'ente, la realizzazione di un progetto regionale di divulgazione scientifica per promuovere la partecipazione pubblica attorno i temi della scienza e della tecnologia. Ogni anno più di 2000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado visitano i laboratori e le imprese del Parco tecnologico di Pula. Per portare a termine queste iniziative, Sardegna Ricerche farà affidamento all’esperienza di SISSA Medialab, una società di proprietà della SISSA specializzata in comunicazione della scienza, che opera dal 2005 con progetti e attività di ampio respiro internazionale.
Molti dei progetti in cantiere sono rivolti ai più giovani, coloro i quali saranno gli scienziati e i divulgatori del domani. Gli studenti fra i 14 e i 19 anni potranno prendere parte al concorso I geni siamo noi”. I ragazzi, avranno l’opportunità di produrre dei video sul tema delle biotecnologie e delle loro possibili applicazioni in diversi ambiti, da quello alimentare a quello medico, dal settore energetico a quello aerospaziale. Inoltre alcuni di loro potranno avvicinarsi alle carriere scientifiche e tecnologiche attraverso un periodo di full immersion nel Parco scientifico e tecnologico di Pula in qualità di reporter. Ragazzi ma non solo, anche i loro insegnanti saranno stimolati e potranno partecipare a un corso di formazione, per promuovere il rinnovamento dell’educazione scientifica attraverso il metodo dell’enquired based learning, metodo didattico innovativo basato su un approccio caratterizzato da “imparare attraverso il fare”. Programmare il futuro partendo dai più giovani, ma Sardegna Ricerche vuole cercare di creare una vera e propria rete di divulgazione scientifica in Sardegna. Uno dei target del prossimo anno sarà quello di mettere in rete le realtà già attive nel settore della comunicazione della scienza nell’ isola. In una prima fase un attento censimento individuerà le strutture che fanno comunicazione della scienza nella regione, ne raccoglierà le idee e i bisogni formativi. E’ allo studio la nascita una rete virtuale dei comunicatori, attraverso un social network dedicato. L’“Hub”, che sarà attivo da fine primavera, è pensato per promuovere lo scambio e il coordinamento, mettendo in contatto gli utenti con uno stile partecipativo. Da questa ricognizione in autunno verrà organizzato un incontro in cui avverrà uno scambio “orizzontale” di expertise fra i diversi centri. Anche le imprese daranno una mano allo sviluppo della comunicazione scientifica sull’isola. E’ previsto, infatti, un concorso per la progettazione di una app di scienza per ragazzi. Ma tutta la popolazione dell’isola sarà stimolata ad avvicinarsi al mondo della scienza. A partire dal prossimo 12 aprile fino al mese di giugno a Cagliari saranno organizzati i Dialoghi della Scienza, un ciclo di sette incontri fra dibattiti e tavole rotonde per discutere di scienza. La rassegna prevede tre conferenze che avranno come protagonisti alcuni scienziati di fama internazionale per fare il punto sul presente e il futuro della scienza e della tecnologia. Sul palco del T Hotel saliranno il geologo Mario Tozzi, l’immunologo Rino Rappuoli e il fisico Guido Tonelli. Oltre alle conferenze, sono in programma quattro “science café” dal carattere più informale per affrontare insieme al pubblico diversi temi scientifici, anche controversi.

Autori: 
Sezioni: 
Divulgazione Scientifica

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

L`intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l`accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell`epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento. Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.