fbpx Vaccini, immunità innata e ricerca italiana | Scienza in rete

Vaccini, immunità innata e ricerca italiana

Tempo di lettura: 1 min

I vaccini sono ancora oggi la migliore strategia per la nostra salvaguardia. L'immunità innata, o naturale, è la prima linea difensiva che l'organismo mette in atto quando si avverte la presenza di una minaccia. Abbiamo approfondito l'importanza per la nostra salute di questi due fattori con Alberto Mantovani, immunologo e direttore scientifico dell'Istituto clinico Humanitas. Con lo scienziato italiano più citato al mondo abbiamo inoltre analizzato a che punto è la ricerca italiana in questi specifici ambiti.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Neurodivergenze: la stagione delle autodiagnosi

mani con smartphone

Sempre più persone sui social parlano di neurodivergenze come autismo e ADHD - e sempre più persone, spesso adolescenti, affermano di averne una, a volte anche senza aver mai consultato uno specialista: si parla di autodiagnosi. Secondo alcuni, chi si autodiagnostica una neurodivergenza sta solo cercando attenzioni o seguendo una moda, ma gli psicologi non ne sono troppo convinti. Le possibili cause sono varie e no: non c’entra necessariamente TikTok. Ma forse la sanità pubblica sì. 

In un episodio della serie TV del 2024 English Teacher, il protagonista (che, come suggerisce il titolo, è un insegnante) ha una discussione con una studentessa che afferma di avere la «sindrome di Tourette asintomatica». Alla domanda se abbia ricevuto una diagnosi formale, la ragazza risponde che non può riceverne una: la sindrome, essendo asintomatica, può essere solo autodiagnosticata.