fbpx Come invecchierà la nostra mente? Sono i geni a dirlo | Page 26 | Scienza in rete

Come invecchierà la nostra mente? Sono i geni a dirlo

Read time: 2 mins

Come è invecchiata la mente dei nostri antenati? Ricordavano tutto anche in tarda età? A queste domande dovremmo rispondere per sapere come invecchierà la nostra mente. A rivelarlo uno studio frutto del lavoro sinergico fra ricercatori del Texas Biomedical Research Institute di San Antonio e quelli della Yale University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Si tratta del primo studio in grado di dimostrare come l'invecchiamento cerebrale sia fortemente correlato al patrimonio genetico. Sono stati coinvolte 1129 persone di età compresa fra i 18 e gli 83 anni. L'interesse dei ricercatori si è concentrato sugli effetti dell'invecchiamento sulle capacità neurocognitive e sulla quantità di materia bianca. Quest'ultima è composta da assoni rivestiti da mielina e controlla i segnali condivisi fra i neuroni, coordinando il lavoro delle diverse regioni cerebrali. Influenza l'apprendimento e numerose funzioni intellettive e una sua perdita è correlata ai processi di deterioramento cognitivo tipici dell'invecchiamento.

Il patrimonio genetico condiviso da individui legati da rapporti di parentela sembra predire i cambiamenti a livello di funzionalità cerebrale osservata con l'avanzare degli anni.

Gli studiosi hanno applicato una sofisticata metodica di analisi e hanno così dimostrato una base genetica ereditaria nel deterioramento neurocognitivo legato all'invecchiamento. Anche il diminuire della materia bianca sembra essere influenzato dai geni. I ricercatori hanno scoperto che questi due processi ovvero l'alterazione delle funzioni cognitive e il diminuire della materia bianca sono da ricondurre all'azione di differenti gruppi di geni.

"Il valore aggiunto di questo studio consiste nell'aver coinvolto famiglie molto numerose. Questo ci ha consentito di distinguere le influenze genetiche e non genetiche sul processo di invecchiamento." ha spiegato David Glahn, professore di psichiatria alla Yale University School of medicine e primo autore dello studio.

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Ricerca e sviluppo nel vortice della guerra

L'impiego dell'intelligenza artificiale nei bombardamenti sull' Iran rivela una deriva che l'OCSE aveva cominciato a segnalare: la ricerca è sempre più subordinata a logiche militari e securitarie, i fondi pubblici scarseggiano e la cooperazione internazionale si sgretola. Benvenuti nella R&S del dottor Stranamore.

I modelli di intelligenza artificiale che selezionano i bersagli militari e guidano droni e missili, le aziende tecnologiche che diventano fornitori di sistemi d'arma, i bilanci della difesa che crescono mentre quelli della ricerca civile calano. Il nuovo OECD Science, Technology and Innovation Outlook 2025  pubblicato il 28 ottobre 2025, ha colto chiaramente questi segnali nell’economia della ricerca globale.