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le notizie di scienza della settimana
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14 febbraio 2018
a cura di Chiara Sabelli
Science Careers in Search of Women (SCSW) 2014. Credit:
              Argonne National Laboratory / Filckr. Licenza: CC
              BY-NC-SA 2.0.
L'11 febbraio scorso è stata festeggiata la giornata internazionale delle ragazze e delle donne nella scienza, istituita dall'assemblea generale delle Nazioni Uniti nel 2015. Ecco le testimonianze e i consigli di alcune scienziate, in momenti diversi della carriera, raccolti da Science, da cui emerge l'importanza per le giovani a inizio carriera di avere come riferimento ricercatrici esperte capaci anche di comprendere le loro difficoltà. E poi: sfidare i pregiudizi e gli stereotipi. Infine: essere consapevoli della cosiddetta impostor syndrome, la difficoltà a riconoscere le proprie capacità e i propri successi. Credit: Argonne National Laboratory / Filckr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0.
VACCINI: IL DIBATTITO SEMPRE PIÙ POLARIZZATO
Sta suscitando polemiche il programma previsto per il convegno 'New frontiers of biology', con cui il 2 marzo l'Ordine Nazionale dei Biologi celebrerà il suo cinquantesimo anniversario a Roma. Tra gli invitati esponenti di spicco della posizione antivaccinista, come Antonietta Gatti, Luc Montaigner, Yehuda Schoenfeld. Ricercatori e biologi si sono rivolti a Vincenzo D'Anna, presidente dell'Ordine e senatore del gruppo ALA, affinché riveda il programma del convegno. Il commento di Pietro Greco. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Sul tema dei vaccini si è svolto l'acceso dibattito tra Roberto Burioni, immunologo dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, e Dino Giarrusso, giornalista delle Iene ora candidato con il Movimento 5 Stelle. Burioni si è rivolto a Giarrusso con queste parole: «Se parliamo di vaccini ci sono due possibilità: lei si prende laurea, specializzazione e dottorato e ci confrontiamo. Oppure —più comodo per lei — io spiego, lei ascolta e alla fine mi ringrazia perché le ho insegnato qualcosa. Uno non vale uno.». È ben nota la posizione di Burioni riguardo alla scienza: per lui non è democratica. Ma potrebbe almeno essere gentile? Il rischio, altrimenti, è quello di ingrossare le fila di chi della scienza, e degli scienziati, non si fida. [Linkiesta; Andrea Coccia]

Tra il 15 e il 23 febbraio le Università di numerose città italiane ospiteranno una serie di incontri di formazione e sensibilizzazione sul tema dei vaccini, rivolti ai ragazzi delle scuole medie superiori. Si tratta dell'UniVax Day 2018 organizzato dalla Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia (SIICA), una sorta di “vaccinazione” contro l'epidemia di fake news sui vaccini. Potete trovare qui il programma completo degli incontri. [Il Sole 24 Ore Sanità; Redazione]
PIÙ DATI, PIÙ SALUTE?
Il 3 febbraio la copertina di The Economist recitava 'Doctor You. How data will transform health care'. La possibilità di raccogliere autonomamente dati sul proprio stato di salute, grazie a dispositivi mobili intelligenti, la disponibilità delle cartelle cliniche e delle prescrizioni in formato elettronico, l'analisi dei big data per automatizzare le diagnosi. Sono questi alcuni degli aspetti che, secondo la rivista britannica, miglioreranno l'assistenza sanitaria, sia nei Paesi ricchi che in quelli poveri. E se c'è il timore che, in un primo momento, questa grande disponibilità di dati possa essere utilizzata per discriminare, a lungo termine resteranno solo i benefici. [The Economist; Redazione]

Ci sono però delle conseguenze negative nell'utilizzo delle tecniche di machine learning per sistemi di assistenza alla decisione in ambito sanitario. In un editoriale sul Journal of the American Medical Association, Cabitza, Rasoini e Gensini ne elencano quattro: perdita di competenza del personale medico, scarsa considerazione del contesto (un esempio: partendo dai dati sui ricoveri in un ospedale, un sistema automatico decreta che i pazienti con polmonite e asma hanno una prognosi migliore di quelli con sola polmonite, ma il motivo è che i pazienti con una storia di asma vengono ammessi direttamente in terapia intensiva se si presentano in ospedale con la polmonite), trattare le valutazioni mediche come dati accurati senza considerarne l'incertezza intrinseca, scarsa conoscenza dei meccanismi che dagli input generano gli output (algoritmi come scatole nere). [JAMA; Federico Cabitza, Raffaele Rasoini, Gian Franco Gensini]

Nel frattempo a San Francisco si discute di un giuramento di Ippocrate per gli scienziati dei dati. Durante l'incontro 'Data For Good Exchange' è stata redatta la bozza di un codice etico che, per ora, i data scientist dovrebbero impegnarsi a rispettare su base volontaria. Ma c'è molta perplessità sull'efficacia di un simile strumento. Da una parte i principi enunciati lasciano un ampio spazio interpretativo, dall'altra appaiono di limitata applicabilità all'interno di compagnie che non hanno alcun vincolo, se non quello del profitto. Un impiegato che solleva un problema etico riguardo a un progetto a cui collabora verrà ascoltato o invece messo da parte? Tuttavia alcuni ritengono che questo processo di autoregolazione servirà a informare i politici e i legislatori affinché stabiliscano norme più stringenti per l'utilizzo dei dati. [Wired; Tom Simonite]
RICERCA E SOCIETÀ
Pietro Greco, dati alla mano, porta all'attenzione della campagna elettorale in corso il problema della formazione universitaria. Nel nostro Paese i laureati nella fascia di età tra i 25 e i 34 anni sono il 26%, contro una media OCSE del 40%. Per ogni studente universitario lo Stato italiano spende circa 8'650 euro all'anno, contro i 12'100 euro della media OCSE. In Italia gli investimenti pubblici in formazione sono scesi del 14% tra il 2010 e il 2014. Se pensate che l’università sia costosa, provate con l’ignoranza. [Scienza in rete; Pietro Greco]

Alla fine del 2013 la società farmaceutica americana Gilead lanciava sul mercato il Sofosbuvir, un antivirale diretto per il trattamento dell'epatite C. Negli Stati Uniti il costo di un ciclo di dodici settimane di terapia era (ed è tuttora) di 84 mila dollari. Oggi il governo indiano acquista lo stesso ciclo di terapia al costo di 80 dollari dai produttori di farmaci generici indiani. La terapia è poi distribuita gratuitamente ai pazienti degli stati del Punjab e di Haryana, circa 60 mila persone. Come è stato possibile? Grazie all'azione combinata di attivisti, medici e rappresentanti del governo, che hanno favorito il superamento degli ostacoli riguardanti la proprietà intellettuale e l'approvazione del generico da parte dell'agenzia del farmaco. Le società farmaceutiche indiane sono state in grado di offrire un prezzo così basso perché il numero totale di pazienti bisognosi della terapia è talmente elevato che i margini di profitto sono comunque garantiti. [Undark Magazine; Huizhong Wu]

La Cina pianifica investimenti sostanziali nel settore dell'intelligenza artificiale (IA), sia sul fronte dell'hardware che del software. L'industria dell'IA cinese punta a raggiungere un valore di 150 miliardi di dollari entro il 2030. Ma i rischi non mancano. La numerosità della popolazione cinese, l'assenza di leggi che tutelino concretamente la privacy dei cittadini e l'incredibile diffusione del commercio online crea una immensa disponibilità di dati, che potrebbero essere usati per sorvegliare i cittadini, privandoli delle libertà fondamentali. [Science; Christina Larson]

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