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Disarmo e Non Proliferazione alla vigilia della Conferenza di Rassegna del Trattato di Non Proliferazione (TNP)

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Disarmo e Non Proliferazione alla vigilia della Conferenza di Rassegna del Trattato di Non Proliferazione (TNP)
Il Trattato di Non Proliferazione Nucleare e le Conferenze di Rassegna A differenza delle armi chimiche e biologiche, le armi nucleari non sono proibite, ma sono regolate da vari trattati, il più importante dei quali è il Trattato di Non Proliferazione (TNP). Il TNP (entrato in vigore nel 1970) è stato nel corso degli anni firmato e ratificato da tutti i paesi tranne 4 (India, Israele, Pakistan e Corea del Nord1). Alla base del Trattato di Non Proliferazione vi sono tre principi: 1. Disarmo I paesi membri del trattato e particolarmente i cinque paesi nucleari (USA, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia) si impegnano a partecipare a negoziati in buona fede per arrivare al disarmo nucleare 2. Non proliferazione I paesi non nucleari membri del trattato si impegnano a non cercare di acquisire armi nucleari , mentre tutti i paesi membri del trattato (nucleari e non) si impegnano a non trasferire a nessun altro paese armi nucleari, o parti di esse. Inoltre tutti si impegnano a non trasferire materiale fissile senza gli adeguati controlli e le appropriate garanzie. 3. Accesso all’energia nucleare per scopi civili. Tutti i paesi membri del trattato hanno diritto di sviluppare programmi per l’uso di energia nucleare a scopi civili e di essere assistiti in questo. Il TNP è un trattato discriminatorio, perché discrimina tra paesi che hanno l’arma nucleare (e hanno diritto di averla, fino al momento del disarmo nucleare) e paesi che non hanno diritto di averla o di cercare di acquisirla. Nonostante questo aspetto discriminatorio, il TNP ha svolto un ruolo importantissimo nel contenere la proliferazione nucleare. Ha impedito che, contrariamente alle previsioni del periodo immediatamente seguente alla seconda guerra mondiale, un numero ampio di paesi si dotasse di armi nucleari. Oggi i paesi che posseggono di fatto armi nucleari sono i cinque paesi nucleari membri del TNP e i quattro paesi che sono fuori dal trattato. Ogni cinque anni (a partire dal 1975) si tiene una conferenza generale dei paesi membri del TNP per esaminare lo stato di applicazione del trattato e in particolare la sviluppo delle iniziative e trattative per il disarmo nucleare, lo
1
La Corea del Nord ha prima aderito al Trattato e poi ha annunciato il suo ritiro dal Trattato nel 1993
sviluppo dei rischi possibili di proliferazione nucleare, la questione dell’accesso all’energia nucleare per scopi civili. La durata originaria del TNP era di 25 anni. Nel 1995 (dopo 25 anni di TNP) si è tenuta a New York una conferenza speciale che doveva decidere se considerare il trattato terminato o se estenderlo e di quanto. In quella circostanza si è deliberato di estendere il trattato indefinitamente. Le conferenze di rassegna hanno il compito di esaminare lo stato di applicazione del trattato e di fornire raccomandazioni (in genere contenute in un documento risolutivo finale), non quello di rivedere o di modificare il trattato stesso2. Le conferenze di rassegna del trattato TNP costituiscono un’occasione unica a disposizione della comunità internazionale per discutere questioni come il disarmo nucleare (che altrimenti riguarderebbero solo i paesi direttamente interessati). Lo scenario in vista della Conferenza di Rassegna del maggio 2010 La valenza politica delle conferenze di rassegna del TNP è molto netta. Dopo la conclusione modesta della conferenza del 2005 (conclusasi senza un documento finale) c’e una notevole aspettativa per la conferenza del 2010. Questa aspettativa si comprende anche tenendo conto dell’enfasi posta sul disarmo nucleare dal presidente Obama, delle controversie sviluppate su (veri o ipotetici) rischi di proliferazione in vari paesi (come ad es. l’Iran), sul generale crescente interesse che sta ottenendo lo sviluppo dell’energia nucleare per scopi civili in varie parti del mondo (e particolarmente in Asia), sulla necessità di migliorare le condizioni sotto le quali l’agenzia IAEA (International Atomic Energy Agency) di Vienna possa effettuare controlli efficaci sulle attività nucleari dei vari paesi. La questione del disarmo nucleare svolgerà certamente un ruolo rilevante nella conferenza del 2010. Ci sono ancora circa 23 000 armi nucleari oggi in funzione (in prevalenze armi americane e russe) e diverse tra queste armi nucleari sono collocate su missili che possono essere lanciati con preavvisi di minuti. Vi sono ancora molte armi cosiddette strategiche (cioè collocate su vettori di raggio d’azione intercontinentale) e numerose armi nucleari, impropriamente dette tattiche (perché a corto raggio d’azione) e alcune di
2
Il TNP non puo’ di fatto essere modificato perche’ questo richiederebbe il consenso della maggioranza dei paesi membri, l’accordo di tutti paesei nucleari membri del trattato e di tutti i paesi che sono membri del Board of Governors della Agenzia IAEA di Vienna..Infine ogni modificazione dovrebbe essere poi indidualmente ratificata da ogni singolo paese membro per entrare in vigore per quello specifico paese.
queste sono collocate sul territorio di paesi terzi (ad esempio le armi nucleari B-61 americane collocate in almeno 5 paesi d’Europa inclusa l’Italia). D’altra parte la Russia mantiene un numero molto alto di armi tattiche in attività, giustificandosi con l’inferiorità nel campo delle armi convenzionali di fronte ad una Nato molto estesa rispetto ai tempi della guerra fredda. Dunque la distribuzione delle armi nucleari a livello globale ha troppe somiglianze con lo scenario che era tipico della guerra fredda, dopo 20 anni dalla fine della guerra fredda stessa. Drastiche riduzioni sono necessarie se si vuole mantenere l’idea che le obbligazioni previste dal TNP non sono a senso unico (cioè non sono solo finalizzate ad impedire l’accesso alle armi nucleari ai paesi non nucleari). Inoltre le armi nucleari svolgono ancora un funzione troppo significativa nelle strategie militari dei Paesi nucleari e nelle alleanze che comprendono paesi nucleari. Ad esempio, a meno che la revisione della Nuclear Posture Review americana (prevista nel prossimo mese) o il progetto di revisione della strategia nucleare della NATO previsto per il corso del 2010 non riducano drasticamente il peso delle armi nucleari nella strategia militare complessiva, il messaggio che ne risulterà sarà che le armi nucleari sono militarmente “utili” se non essenziali e questo messaggio è in contrasto con le idee base del TNP. Un chiaro messaggio che rilanci con decisione il disarmo nucleare è dunque necessario per mantenere il TNP in buona salute ed evitare che prima o poi la natura discriminatoria del TNP, combinata con 40 anni di risultati contenuti se non modesti sul fronte del disarmo nucleare minino le basi stesse del TNP e incoraggino l’allontanamento da esso. Un altro problema significativo riguarda i rapporti con i paesi che sono nucleari di fatto e che non aderiscono al TNP. Il recente accordo USA- India sullo sviluppo dell’energia nucleare ha dato un messaggio che può essere interpretato come il fatto che le principali potenze nucleari (in questo caso gli Stati Uniti) tollerano l’acquisizione di armi nucleari da parte di paesi classificati come amici, anche se questi non aderiscono al trattato di non proliferazione. E nel far questo si e’ disposti a passare sopra a diversi vincoli legali, privilegiando l’affinità politica ai vincoli stessi. Ora se si distingue tra “buoni” e “cattivi” proliferatori si danneggia il tessuto stesso del NPT, che di per se è un accordo tendenzialmente universale tra paesi con prospettive e sensibilità politiche anche radicalmente diverse. Infine, una delle questioni che da molto tempo viene discussa nelle conferenze di rassegna del TNP è l’eliminazione delle armi di distruzione di massa (armi nucleari, chimiche e biologiche) dal Medio Oriente e la creazione di una zona libera da tali armi. La presenza di armi nucleari israeliane, la non adesione di
Egitto, Israele, Siria alla convenzione sulla proibizione delle armi chimiche e alla convenzione sulla proibizione delle armi biologiche pongono problemi delicati per il Medio Oriente e richiedono una azione congiunta della comunità internazionale per contribuire anche in questo settore ad un’azione pacificatrice. Pugwash Il movimento Pugwash è un gruppo internazionale di scienziati impegnati nella soluzione dei problemi seguiti alla scoperta e produzione delle armi atomiche. Il movimento è nato nel 1957 nel villaggio canadese Pugwash, dove s'incontrarono scienziati di tutto il mondo che risposero all'appello lanciato da Albert Einstein e Bertrand Russel sul rischio connesso alle armi di distruzione di massa. Oggi Pugwash è una delle poche organizzazioni non governative, realmente internazionali, che si occupano di problemi di sicurezza, di disarmo e di risoluzione di conflitti, senza fare riferimento in maniera privilegiata a una particolare nazione o a uno specifico gruppo di nazioni. Pugwash ha svolto per molti anni un importante ruolo di collegamento tra scienziati, esponenti politici, militari ed esperti delle due parti della cortina di ferro, promuovendo sempre il disarmo nucleare come obiettivo principale. Ha contribuito in varia misura alla firma di alcuni dei più importanti trattati di disarmo, come il trattato sulla non proliferazione nucleare (NPT), i vari trattati di controllo degli armamenti, il trattato sulla proibizione dei sistemi antimissili (ABM), ecc. Al movimento Pugwash e al suo fondatore Joseph Rotblat è stato assegnato il Premio Nobel per la Pace nel 1995. Attuale Presidente di Pugwash è Jayantha Dhanapala, già Sottosegretario ONU per il Disarmo. Segretario Generale è Paolo Cotta Ramusino, professore di Fisica Teorica all’Università degli Studi di Milano e già Segretario Generale dell’Unione degli Scienziati italiani per il Disarmo (USPID).
Conferenza stampa Pughwash
Autore: 
Pughwash
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Titolo: 
Conferenza Pugwash
29 gennaio, 2010 da Emanuela Clavarino

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Conferenza Pugwash (Video, 02 Feb 2010)

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