La Regione Sardegna ha stanziato 200 mila euro per la divulgazione scientifica nell’isola. Questi finanziamenti daranno la possibilità a Sardegna Ricerche di organizzare, tra gli altri, vari concorsi per i giovani e incontri scientifici per il grande pubblico. Uno dei compiti istituzionali di Sardegna Ricerche sta proprio nel supportare l’Amministrazione Regionale nella promozione, sostegno e divulgazione della cultura scientifica. Dal 2012 l’Assessorato della Programmazione, attraverso la L.R. 7/2007, ha affidato all'ente, la realizzazione di un progetto regionale di divulgazione scientifica per promuovere la partecipazione pubblica attorno i temi della scienza e della tecnologia. Ogni anno più di 2000 studenti delle scuole di ogni ordine e grado visitano i laboratori e le imprese del Parco tecnologico di Pula. Per portare a termine queste iniziative, Sardegna Ricerche farà affidamento all’esperienza di SISSA Medialab, una società di proprietà della SISSA specializzata in comunicazione della scienza, che opera dal 2005 con progetti e attività di ampio respiro internazionale.
Molti dei progetti in cantiere sono rivolti ai più giovani, coloro i quali saranno gli scienziati e i divulgatori del domani. Gli studenti fra i 14 e i 19 anni potranno prendere parte al concorso “I geni siamo noi”. I ragazzi, avranno l’opportunità di produrre dei video sul tema delle biotecnologie e delle loro possibili applicazioni in diversi ambiti, da quello alimentare a quello medico, dal settore energetico a quello aerospaziale. Inoltre alcuni di loro potranno avvicinarsi alle carriere scientifiche e tecnologiche attraverso un periodo di full immersion nel Parco scientifico e tecnologico di Pula in qualità di reporter. Ragazzi ma non solo, anche i loro insegnanti saranno stimolati e potranno partecipare a un corso di formazione, per promuovere il rinnovamento dell’educazione scientifica attraverso il metodo dell’enquired based learning, metodo didattico innovativo basato su un approccio caratterizzato da “imparare attraverso il fare”. Programmare il futuro partendo dai più giovani, ma Sardegna Ricerche vuole cercare di creare una vera e propria rete di divulgazione scientifica in Sardegna. Uno dei target del prossimo anno sarà quello di mettere in rete le realtà già attive nel settore della comunicazione della scienza nell’ isola. In una prima fase un attento censimento individuerà le strutture che fanno comunicazione della scienza nella regione, ne raccoglierà le idee e i bisogni formativi. E’ allo studio la nascita una rete virtuale dei comunicatori, attraverso un social network dedicato. L’“Hub”, che sarà attivo da fine primavera, è pensato per promuovere lo scambio e il coordinamento, mettendo in contatto gli utenti con uno stile partecipativo. Da questa ricognizione in autunno verrà organizzato un incontro in cui avverrà uno scambio “orizzontale” di expertise fra i diversi centri. Anche le imprese daranno una mano allo sviluppo della comunicazione scientifica sull’isola. E’ previsto, infatti, un concorso per la progettazione di una app di scienza per ragazzi.
Ma tutta la popolazione dell’isola sarà stimolata ad avvicinarsi al mondo della scienza. A partire dal prossimo 12 aprile fino al mese di giugno a Cagliari saranno organizzati i Dialoghi della Scienza, un ciclo di sette incontri fra dibattiti e tavole rotonde per discutere di scienza. La rassegna prevede tre conferenze che avranno come protagonisti alcuni scienziati di fama internazionale per fare il punto sul presente e il futuro della scienza e della tecnologia. Sul palco del T Hotel saliranno il geologo Mario Tozzi, l’immunologo Rino Rappuoli e il fisico Guido Tonelli. Oltre alle conferenze, sono in programma quattro “science café” dal carattere più informale per affrontare insieme al pubblico diversi temi scientifici, anche controversi.
La scienza siamo noi
Primary tabs
prossimo articolo
Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».
Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.