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Quando l'uomo minaccia lo squalo

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Il Parlamento europeo dice no al finning: approvata gli scorsi giorni a grandissima maggioranza la risoluzione che vieta tutte le deroghe alla pratica che consiste nel tagliare le pinne dello squalo per poi gettarne il corpo in mare. Da adesso, infatti, sono eliminate tutte le eccezioni al divieto europeo attivo dal 2003, che rendevano difficili i controlli su eventuali infrazioni. 

Non c’è tempo da perdere: le popolazioni di squali sono in pericolo di estinzione, decimate da pesca accidentale e eccessiva, che può determinare sconvolgimenti e squilibri negli ecosistemi marini. Gli squali, la maggior parte dei quali caratterizzati da crescita lenta, maturità tardiva e scarsa fertilità, sono particolarmente vulnerabili al sovrasfruttamento e hanno una capacità di ripopolamento estremamente bassa. 

Nonostante la comunità internazionale concordi sull’inammissibilità della pratica del finning, l’Unione Europa continua a detenere il primato mondiale per la pesca agli squali. Una consuetudine che comporta lo scarto di circa il 95% dell’animale, ovvero il corpo spinnato e rigettato in mare, potenziale fonte di proteine. Anche per questo il finning è considerato irresponsabile e caratterizzato da un enorme sperpero di risorse. Irresponsabile, certo, ma anche crudele. 

Circa un terzo di tutte le popolazioni europee di squalo stimate sono classificate come specie “minacciate”, secondo la Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN). Stesso pericolo per un altro 20% di esse, mentre i dati sulle rimanenti specie non sono sufficienti a valutarne lo stato di conservazione. In questa infelice lista, spinarolo, smeriglio, squalo angelo, mako a pinna corta e squalo martello, oltre a diverse specie di squali di acque profonde e razze.

Nel 2009, secondo la FAO, i pescherecci europei hanno sbarcato 112.329 tonnellate di squali e razze da tutto il mondo e la maggior parte delle catture ha riguardato la verdesca. Al primo posto la Spagna (62.158 t.), seguita da Francia (19.498), Portogallo (18.614), Regno Unito (5.113), Belgio (1.952) e Italia (1.696). 

 

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