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La notte dei ricercatori ai Giardini Indro Montanelli

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Il prossimo 27 settembre, Milano e  Como, Lecco, Brescia, Mantova, Pavia, Lodi, Monza e Varese, saranno scenario di un ricco programma di eventi gratuiti, all’interno della manifestazione MEETmeTONIGHT  “La Notte dei Ricercatori”.

L’evento è promosso, dal Politecnico di Milano, dall’Università degli Studi di Milano, dall’Università degli Studi di Milano – Bicocca e dal Comune di Milano con il contributo di Fondazione Cariplo e Regione Lombardia  unitamente a molteplici realtà universitarie e istituzionali lombarde.

L’iniziativa aderisce al progetto europeo “Researchers’ Night” promosso dalla Commissione Europea. 

Il calendario eventi, tutti gratuiti,  comprende oltre 200 attività che vanno dai giochi, alle dimostrazioni, ai laboratori,  ai dibattiti, alle installazioni  oltre ad esperimenti, spettacoli e divertimento tutto all’insegna della scienza. 

Il programma di MEETmeTONIGHT si articola nel seguente modo: le attività del mattino, dalle ore 10.00 alle ore 13.00, sono riservate alle scuole. Dalle ore 15.00 fino alle 24.00 sono aperte al pubblico di tutte le età. 

 

Ce n’è davvero per tutti i gusti :

  •  “Che pianista sei?”, ai pianisti viene richiesto di eseguire una semplice scala di Do maggiore su 5 ottave cercando di essere il più omogenei possibili…
  • “Acqua in Brocca” per scoprire se l’acqua del rubinetto è veramente buona e bevibile in un viaggio tra la scienza e la degustazione…
  • “Hard Math Cafè” per assaggiare dolci matematici spolverizzati da formule scientifiche con un sorso di fluidodinamicità, accompagnati dalle chiacchiere dei nostri “ricercati” animatori… 
  • Alla ricerca della Sirena: è possibile cercare le sirene, essere fantastici per antonomasia? Tra fascino e disincanto le sirene si offrono come simboli in continua trasformazione… 
  • “Chi Ri-Cerca…Trova” Una caccia al tesoro dedicata ai più piccoli che tramite il gioco e il movimento possono scoprire l’importanza della ricerca…

E tanti, tanti altri ancora con l’obiettivo di far comprendere al grande pubblico, attraverso progetti di divulgazione originali e coinvolgenti, gli effetti che la ricerca scientifica può avere nella vita di tutti i giorni.

In occasione di MEETmeTONIGHT, inoltre, più di 40 attività gratuite si svolgeranno dalle ore 18.00 alle 24.00 nell’evento collegato “Open Night e Notte dei Ricercatori”, organizzato dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano.

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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.