fbpx L’omeopatia efficace quanto un placebo | Page 6 | Scienza in rete

L’omeopatia efficace quanto un placebo

Primary tabs

Read time: 2 mins

“Non vi è alcuna prova attendibile sull’efficacia dell’omeopatia”. A suggerirlo è il National Health and Medical Research Council (Nhmrc) in Australia che ha incaricato un comitato di esperti per esaminare studi sistematici sull'omeopatia. I medici australiani hanno esaminato 68 diverse condizioni di salute fra cui asma, nausea, influenza, malaria, Hiv.
I risultati sono molto chiari: il successo delle varie terapie omeopatiche non supera neppure quelle di un placebo. “Nessuno studio di buona qualità e ben costruito, con sufficienti partecipanti e risultati significativi, indica che l'omeopatia abbia prodotto miglioramenti di salute rispetto a una sostanza che non ha affetto sulle condizioni di salute (placebo), o che l'omeopatia abbia prodotto miglioramenti di salute pari a quelli di un altro trattamento”, viene sottolineato nel documento.
L’effetto placebo è ben conosciuto, sostengono gli esperti, e molti tipi di malattie hanno una durata breve anche perché è l’organismo che le cura. E’ quindi facile cadere nella convinzione che l’effetto benefico sia attribuibile anche ai trattamenti alternativi a quelli tradizionali.
“Le conclusioni del Nhmrc sono particolarmente importanti in materia di vaccinazioni, ha spiegato l'immunologo John Dwyer, alla luce di asserzioni pericolosamente fuorvianti di omeopati secondo cui i loro vaccini possono sostituire in modo sicuro le preparazioni standard, scientificamente convalidate”

Parole dure quelle di Dwyer ribadite anche dalla Australian Medical Association (AMA): “L’omeopatia non è una scienza. Non si basa sulla scienza. In molti casi può essere considerata pericolosa e può far rischiare la vita delle persone", afferma Richard Choong di AMA.

Autori: 
Sezioni: 
Medicina

prossimo articolo

ToMove: le strade di Torino diventano un laboratorio della mobilità

Immagine della navetta a guida autonoma del progetto ToMove di Torino

Il progetto ToMove è un'iniziativa strategica della Città di Torino, finanziata nell'ambito del programma nazionale "MaaS for Italy". Concepito come un Living Lab, ToMove mira a co-sviluppare e testare soluzioni avanzate di mobilità che utilizzano tecnologie di guida cooperativa, autonoma e connessa. L'approccio di Torino privilegia la sperimentazione in condizioni reali e il coinvolgimento diretto di cittadini, imprese ed enti di ricerca. I tre dimostratori principali sono una navetta a guida autonoma, un Digital Twin della mobilità urbana e piccoli robot utilizzabili per le consegne a domicilio. Crediti immagine: Torinocitylab.it

Grazie al progetto ToMove a Torino, in piena città, su un normale circuito viario aperto anche al traffico privato, che si snoda attorno al Campus Einaudi e all'ospedale adiacente, da ottobre circola una navetta sperimentale a guida autonoma: i cittadini possono salire come su un qualsiasi mezzo pubblico (con la differenza che qui il servizio è su prenotazione e gratuito) e viaggiare lungo le cinque fermate coperte dal mezzo, basta prenotare sull’apposita app Wetaxi.