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Il JSMF Scholar Award a un nostro ricercatore

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Per la prima volta si aggiudica uno degli otto Scholar Award della James McDonnell Foundation (JSMF) Marcello Massimini, ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell'Università Statale di Milano.
La fondazione statunitense - una delle più attive nel campo delle Neuroscienze – ha selezionato progetti provenienti da tutto il mondo assegnando un finanziamento approvato, pari a $ 600.000, al progetto “Consciousness and brain complexity: from theory to practice”. 

Il progetto ha lo scopo di identificare i meccanismi fondamentali della coscienza, della sua riduzione e del suo recupero in condizioni fisiologiche (sonno), farmacologiche (anestesia) e patologiche (coma). 

Il disegno sperimentale postula che la coscienza dipenda in modo critico dalla complessità delle interazioni neuronali che avvengono all’interno del cervello e, per misurare questo tipo di complessità, prevede l’utilizzo di metodiche di brain imaging d’avanguardia (magnetiche, elettrofisiologiche e ottiche) e la messa a punto nuove misure empiriche. Lo studio vuole avvicinare le neuroscienze teoriche alla pratica clinica, a beneficio dei pazienti che, a seguito di gravi lesioni cerebrali, sono affetti da disturbi di coscienza.

(A.G.)

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

strada con grossa crepa dovuta a terremoto in california

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni.

Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

I sismologi si chiedono da sempre se un terremoto grande preannunci l’arrivo di un terremoto ugualmente grande o più grande. Si interrogano cioè sull’esistenza di una correlazione tra la magnitudo delle scosse registrate durante una sequenza sismica. Secondo un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II, se questa correlazione c’è è dovuta solo al fatto che non sappiamo rilevare tutti i terremoti piccoli durante le sequenze. Tenendo conto dei terremoti mancanti, la correlazione scompare, e con lei la possibilità di trovare eventi precursori di grandi terremoti.