fbpx Grandine e trombe d'aria sulle macerie | Page 2 | Scienza in rete

Grandine e trombe d'aria sulle macerie

Primary tabs

Read time: 2 mins

Modena. Alle ore 16 di ieri, 3 maggio 2013, una grandinata eccezionale e una spaventosa tromba d'aria si sono abbattute sulla zona già colpita dal terremoto.
Gli abitanti raccolgono chicchi di grandine del diametro di palline da tennis. Li guardano attoniti. Niente di simile era mai capitato in questa zona.
Impressionanti sono le immagini del tornado di media intensità che si è abbattuto nella zona di  Castelfranco Emilia e nelle zone già gravemente danneggiate dal terremoto del maggio 2012.  
La gente si chiede che cosa stia accadendo al clima della regione e che cosa ci si dovrà aspettare in futuro.

"Fenomeni sempre più frequenti e intensi. Il trend è preoccupante"  avverte Luca Lombroso, metereologo dell'Università di Modena che da tempo studia gli effetti del global warming sugli eventi climatici.

Intanto si contano i danni alle coltivazioni, nelle terre che sono ai primi posti nella produzione agricola italiana. Mele, pere, barbabietole, meloni e cocomeri sono irrimediabilmente lesionati.
Coldiretti dichiara: “Solo nelle prossime ore sarà possibile una prima valutazione dei danni che si sommeranno alle difficoltà ed ai ritardi (almeno 50 giorni in media) delle operazioni colturali che quest’anno si sono registrati a causa dell’intenso periodo di piogge che ha caratterizzato la provincia”.

Oltre ai danni economici l'Emilia vede ancora una volta feriti, famiglie sfollate e danni alle abitazioni.

Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha dichiarato, a tal proposito: "Nelle prossime ore integreremo la richiesta di stato di emergenza nazionale già al vaglio del Governo dopo il maltempo e le frane che hanno colpito il nostro Appennino, inserendo anche questa nuova emergenza che, oggi pomeriggio, ha colpito diversi comuni della bassa pianura bolognese e modenese. È evidente, come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi, che è indispensabile una risposta rapidissima ed inderogabile da parte del Governo".

Autori: 
Sezioni: 
Clima

prossimo articolo

Il PNRR ha migliorato la sanità pubblica territoriale?

Persona sulle scale in sedia a rotelle

Il 30 giugno scorso si è chiusa formalmente la Missione 6 del PNRR, quella dedicata alla salute. A poco più di un mese di distanza si attendono i dati ufficiali. Verranno a gala i veri nodi: la mancanza di personale, i divari enormi tra Regioni, la carenza di risorse. La partita vera, quella di costruire una sanità territoriale capace di gestire la cronicità, comincia adesso. 

Foto: Nadila Doloh - Pexels

Ormai è tempo per una prima valutazione di impatto della Missione 6, quella dedicata alla salute, del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Il 30 giugno scorso si è sancita la conclusione degli interventi, preceduta da una affannosa corsa alla certificazione del realizzato nel maggior numero possibile di casi.