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Due video inediti dell'ISPRA

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I fondali marini non smettono mai di stupire. Due video inediti, girati da ricercatori dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) impegnati nel monitoraggio della biodiversità marina tirrenica, rivelano la presenza di specie sempre più rare nel Mediterraneo. L’occhio del ROV (Remotely Operative Vehicle), robot installato sulla nave oceanografica “Astrea”, è arrivato fino a 150 metri di profondità, individuando rarissimi esemplari di cernie giganti (Epinephelus caninus) e uno squalo vacca (Hexanchus griseus).

La pesca, negli ultimi anni, ne ha decimato la popolazione ma il monitoraggio dell’ISPRA ha permesso di individuarne diversi esemplari in prossimità di un banco roccioso nel Tirreno centrale: le cernie giganti, dette anche “nere”, riprese dal ROV, hanno un peso di 15-30 kg. E, molto probabilmente, la lontananza dalla costa ha permesso loro di non essere pescate.

Nel Tirreno meridionale, invece, il robot filoguidato Pollux III ha scovato, a 130 metri di profondità, un esemplare di squalo vacca della lunghezza di due metri e mezzo. Pescato accidentalmente con reti da posta o strascico, questo animale è sempre più raro nel Mediterraneo e non rappresenta un pericolo per l’uomo.

Epinephelus caninus

Hexanchus griseus

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Fondali marini

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