fbpx Dal tè verde più forza al paclitaxel | Page 6 | Scienza in rete

Dal tè verde più forza al paclitaxel

Primary tabs

Read time: 1 min

Un polifenolo contenuto nel tè verde, l’epigallocatechina gallato, già nota per le sue proprietà anticancerogene, potenzia l’efficacia del paclitaxel nella chemioterapia per il cancro al seno. L’utilizzo di entrambe le sostanze aumenta la sensibilità delle cellule tumorali alle cure rispetto a quando il paclitaxel viene somministrato da solo, incrementando l’apoptosi, cioè la morte cellulare programmata, e di conseguenza riducendo la crescita tumorale. E’ la scoperta di alcuni ricercatori cinesi che hanno testato la combinazione delle due sostanze sia su cellule neoplastiche umane sia su modelli animali.

I risultati ottenuti incoraggiano i ricercatori ad approfondire gli studi anche su altri tipi di tumore che, nella pratica clinica, hanno manifestato fenomeni di resistenza al paclitaxel.

E’ già comunque in fase di sviluppo un profarmaco per rendere biodisponibile e fruibile in campo terapeutico il principio attivo naturale presente nelle  foglie del tè verde.

Breast Cancer Research 2010, 12: R8

Autori: 
Sezioni: 
Farmacologia

prossimo articolo

Meningioma e contraccettivi: il rischio dei titoli sul rischio

contraccettivi

Un aggiornamento di farmacovigilanza su due progestinici, desogestrel ed etonogestrel, associati a un piccolo aumento del rischio di meningioma, è diventato sui giornali un titolo allarmante sul «rischio di tumore al cervello». Il caso mostra quanto la sintesi giornalistica possa distorcere un dato di per sé rassicurante (la farmacovigilanza funziona) e perché comunicare bene il rischio conti quanto misurarlo correttamente.

Reproductive Health Supplies Coalition - Unsplash

Lo scorso 6 agosto, il quotidiano Open ha pubblicato un articolo dal titolo decisamente allarmante: «Contraccettivi, scatta l’allerta Aifa: rischio di tumore al cervello». È il genere di lancio acchiappa-click che può trasformare un aggiornamento di farmacovigilanza in una tempesta mediatica, con il pericolo di alimentare paure sproporzionate rispetto alle evidenze scientifiche e allontanare tante donne da una contraccezione sicura. Esperienze già fatte in passato.