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Clima, partnership italiana per la divulgazione e la ricerca

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È un ambito di ricerca che non può fare a meno di un approccio multidisciplinare. I cambiamenti climatici, un tema di frontiera che richiede la collaborazione di diverse discipline scientifiche, nonché l’attenzione di decisori politici, attori sociali e portatori di interessi, sta guadagnando sempre maggiore attenzione anche da parte dell’opinione pubblica.
Ricerca scientifica e divulgazione sono quindi chiamate a una collaborazione sempre più stretta affinché gli avanzamenti della conoscenza sul clima che cambia e sui suoi impatti sulla società, sull’ambiente e sull’economia siano disponibili e comprensibili per un pubblico vario e pongano le basi per azioni concrete.

Due centri d’eccellenza in Italia, consci della necessità di condividere sforzi e risorse per raggiungere più da vicino il mondo della comunicazione e della politica, hanno istituito un rapporto di partenariato che li vedrà collaborare attraverso specifiche iniziative nell'ambito della ricerca, della divulgazione, della formazione e del networking legati allo studio dei cambiamenti climatici e della governance sul clima.

Il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) rappresenta, a livello nazionale e internazionale, un punto di riferimento istituzionale per decisori pubblici, istituzioni, aziende pubbliche e private nell’ambito degli studi sui cambiamenti climatici. La sua sede principale è a Lecce, ma opera attraverso un network di ricerca con sedi e uffici anche a Bologna, Capua, Milano, Sassari, Venezia, Viterbo e Benevento.
L'International Center for Climate Governance (ICCG), che ha sede sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, riunisce ricercatori nelle aree economiche e socio-politiche che studiano le interdipendenze tra gli aspetti economici, sociali, culturali, etici e politici della governance del clima.

La collaborazione tra le due istituzioni vedrà lo sviluppo di progetti congiunti di ricerca, di supporto alla policy e di networking, oltre all'organizzazione di eventi ed attività culturali per avvicinare l'ampio pubblico alle problematiche collegate ai cambiamenti climatici. Saranno inoltre organizzate attività di formazione sui temi delle politiche e della gestione dei cambiamenti climatici.

Ufficio Stampa CMCC

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I big data promettono di rivoluzionare la medicina, ma rischiano di nascondere più di quanto rivelino quando si tratta di curare il singolo paziente. Lorenzo Farina argomenta che gli small data - i dati «piccoli» abbastanza da essere compresi direttamente dal clinico - non sono un residuo del passato ma un elemento irrinunciabile della medicina di precisione. La vera sfida non è scegliere tra i due paradigmi, ma abbandonare l'approccio data-driven e tornare a ragionare per domande: prima la questione clinica, poi i dati necessari a rispondervi.

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