fbpx Chi ricorda la seconda candelina? | Page 7 | Scienza in rete

Chi ricorda la seconda candelina?

Primary tabs

Read time: 2 mins

A quando risale il vostro primo ricordo? E soprattutto, siete sicuri che sia il ricordo di un evento reale e non un’immagine costruita a posteriori sulla base di informazioni esterne? Uno studio condotto alla University of Otago, in Nuova Zelanda, dimostra per la prima volta che la formazione di un vero ricordo è già possibile a due anni di età. Il risultato è apparso ieri sulla rivista Child Development . A guidare la ricerca, la psicologa Fiona Jack, già autrice di svariati studi nel campo della memoria infantile.

Per studiare la possibilità che un ricordo si fissi nella mente di bambini piccoli, Fiona Jack e il suo staff hanno condotto un esperimento su quarantasei coppie con figli tra i 27 e i 51 mesi di età. I bambini sono stati coinvolti insieme ai loro genitori a giocare con la macchina magica ‘restringi-oggetti’: inserendo un oggetto in un grande cubo colorato e girando una leva, il cubo restituiva un oggetto identico ma più piccolo. I bambini sono stati intervistati in due occasioni: 24 ore dopo il gioco, e a distanza di ben sei anni. Scopo della seconda intervista era verificare se e quanto i bambini erano in grado di ricordare dell’episodio. Un quinto dei bambini ricordava la macchina magica e due di loro all’epoca dell’esperimento non avevano ancora tre anni. L’ipotesi è che aver parlato dell’esperienza dopo sole 24 ore dal suo verificarsi, nel corso della prima intervista, abbia potuto favorire la formazione del ricordo anche in un’età così precoce.  “Lo studio ha applicazioni in ambiti clinici e legali,” aggiunge Fiona Jack, “dove è spesso importante  sapere quanto è verosimile che un particolare ricordo di un’esperienza precoce sia effettivamente reale”.

Study Confirms Long-term Recall of Very Early Experiences. TS-Si News Service

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 

prossimo articolo

L’ IA e la crisi del lavoro umano: alcuni aspetti da considerare

immagine ad acquarello di ufficio vuoto

Nell’epoca della quarta rivoluzione industriale, l’IA sta ridefinendo il rapporto tra l'individuo, il lavoro e il suo ruolo sociale aprendo nuove questioni sul presente e sul futuro della nostra esistenza.

Nel Capitale. Critica dell’economia politica (1867), Karl Marx fornisce una delle prime teorie sistematiche sulla struttura del capitalismo. La seconda fase della rivoluzione industriale fu per il filosofo tedesco terreno fertile di osservazione e analisi di quel cambiamento che avrebbe trasformato non solo nell’immediato la società dell’epoca, ma anche quelle future, perché aprì una crisi tra l’essere umano e il lavoro. Senza entrare nell’esegesi dell’opera, è importante però far riferimento a uno degli assunti cardine del Capitale, ossia il concetto di alienazione.