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C’è ancora bisogno dei vaccini?

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Proseguono gli incontri di Dialoghi della Scienza, organizzati da Sardegna Ricerche e dall’Assessorato regionale della Programmazione. Un ciclo di eventi di divulgazione senza lavagne né cattedre per facilitare il dialogo tra cittadini e mondo della scienza.

Giovedì 16 maggio 2013, a partire dalle ore 18:00, il THotel di Cagliari ospiterà la conferenza dal titolo “C’è ancora bisogno dei vaccini?” I vaccini rappresentano un’arma fondamentale contro malattie dagli effetti un tempo catastrofici e in più di cento anni hanno salvato miliardi di vite. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha diffuso alcuni dati significativi: ogni anno nel mondo muoiono oltre 1,5 milioni di bambini per malattie che si sarebbero potute prevenire con un vaccino. Oggi per l’AIDS e la malaria non esistono, ancora, vaccinazioni efficaci, mentre a causa della globalizzazione i virus si diffondono sempre più rapidamente. Inoltre molti vaccini non sono più in grado di garantire la copertura di ampie fasce di popolazione. Per questo gli scienziati lavorano con le biotecnologie e gli studi sul genoma per mettere a punto soluzioni più efficaci.

All’incontro prenderà parte Rino Rappuoli, Direttore della ricerca della Novartis Vaccines & Diagnostics e tra i maggiori esperti mondiali sul tema dei vaccini, che insieme ad Elisabetta Tola, microbiologa e giornalista scientifica, affronteranno le problematiche connesse allo sviluppo e alla diffusione delle vaccinazioni ma anche i pregiudizi che esistono sul loro utilizzo.

La partecipazione è libera e gratuita. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web di Sardegna Ricerche

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.