Anticorpi prodotti con l’ingegneria genetica riescono a superare la barriera ematoencefalica e a inibire in maniera massiccia la produzione di beta amiloide nel cervello, ponendo così le basi per lo sviluppo di nuove terapie contro l’Alzheimer. Sono stati i ricercatori della Genentech, società sita a San Francisco, in California a dare la notizia, riportata in questi giorni su Nature online e pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine. L’anticorpo è stato costruito in modo da legarsi a due bersagli molecolari diversi. Il primo è la beta secretasi-1, una molecola utilizzata come bersaglio da numerosi farmaci per la cura dell’Alzheimer perché ha un ruolo importante nella sintesi dell’amiloide. Il secondo è il recettore della transferrina, che attiva un canale molecolare responsabile dell’ingresso del ferro nel sistema nervoso centrale. Legandosi a questo recettore, l’anticorpo riesce a superare la barriera ematoencefalica, un ostacolo per tutte le terapie mirate al sistema nervoso centrale, e riesce a colpire la beta secretasi 1, inibendo la produzione di amiloide. A un giorno dall’iniezione di una singola dose di anticorpo, le concentrazioni cerebrali di beta amiloide in topi affetti da Alzheimer sono diminuite del 47 per cento rispetto ai valori iniziali.
Anticorpi contro l'Alzheimer
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Il precariato della ricerca pubblica italiana non può aspettare

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato congiunto delle precarie e dei precari di otto enti pubblici di ricerca italiani, che chiedono al Governo un intervento urgente per prorogare le procedure di stabilizzazione previste dalla Legge Madia, in scadenza il 31 dicembre 2026, e garantire le risorse necessarie alla loro attuazione. Una mobilitazione unitaria contro il precariato strutturale nella ricerca pubblica, per tutelare migliaia di lavoratrici e lavoratori e salvaguardare competenze fondamentali per il Paese.
Immagine di copertina realizzata con ChatGPT
I Precari e le Precarie di CNR, INAF, INFN, INGV, CREA, ISPRA, Stazione Zoologica Anton Dohrn e OGS, riuniti in un fronte comune, denunciano con forza l'inerzia del Governo di fronte alla scadenza ormai imminente del 31 dicembre 2026, termine ultimo fissato per l'applicazione delle procedure di stabilizzazione previste dall'articolo 20, commi 1 e 2, del D.Lgs. 75/2017 (Legge Madia) per gli Enti Pubblici di Ricerca.