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Home » Scienza e società » Politica della ricerca

Valutare la ricerca italiana con pochi numeri

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Politica della ricerca

Ormai da un mese è partito il processo di valutazione dell’accademia italiana che va sotto il nome di VQR2004-2010. [1] Viene gestito dall’ANVUR, che ha istituito 14 panels GEV (Gruppi di Esperti di Valutazione), uno per ciascuna delle 14 aree in cui il CUN aveva diviso l’accademia italiana. [1] Gli oltre 400 esperti GEV sono stati scelti sulla base della loro competenza e altri criteri, fra cui una proporzione di persone affiliate all’estero (circa 20%) che è equivalente a quella presente nella lista dei Top Italian Scientists (TIS). [2]

Risulta ora interessante verificare quanti di questi esperti appartengono alla lista corrente dei TIS e pure a quella precedente del Gruppo 2003, derivata dal sito ISI highly cited® e comprendente un gruppo ristretto di scienziati, generalmente TIS ma che lavorano solo in Italia. Poichè le liste sono state compilate sulla base di parametri bibliometrici ben riconosciuti nelle aree scientifiche 01-06, la verifica vien qui fatta su queste aree.

Fra tutti gli esperti GEV ci son 5 persone appartenenti al Gruppo2003, ma solo 3 di queste nelle aree 01-06. D’altra parte, ci sono 109 TIS fra gli esperti GEV delle aree 01-06. Questi numeri son molto diversi in termini assoluti, ma simili in termini relativi rispetto al numero globale degli appartenenti alle due liste (meno di 100 per quelli del Gruppo 2003, e quasi 2500 per i TIS). Anche se la distribuzione dei TIS per area dipende ovviamente dalla diversa metrica di citazione nelle varie discipline, è interessante rilevare come la proporzione di TIS fra i membri GEV sia mediamente oltre il 50%, con valori del 65% per le scienze biologiche e del 73% per quelle fisiche. Inoltre le scienze mediche annoverano degli italiani all’estero che son al vertice della lista TIS, come Carlo Croce e Pier Paolo Pandolfi.

valu1 
Figura 1. Relazione fra il valore globale di H-index e il valore medio
di Impact Factor (average IF secondo i dati ISI del 2010, pannello 
superiore) e delle citazioni ricevute (average citations, pannello
inferiore) dei lavori maggiormente citati (da 6 a 12) per 20 scienziati
TIS appartenenti ai settori di BIO/10, BIO/11, BIO/12 e BIO/14 nell’area
di scienze biologiche. La correlazione lineare dei dati viene mostrata
col numero del coefficiente di correlazione (R2).


Ma come lavoreranno i GEV? Dovran valutare prodotti di ricerca - fondamentalmente lavori su riviste scientifiche - in armonia con le direttive ANVUR, che richiedono un’integrazione fra parametri bibliometrici e di peer review. Un’analisi empirica su vari TIS di settori biochimico-molecolare rivela la scarsa capacità discriminatoria del parametro tradizionalmente usato per calibrare la qualità di un lavoro, il valore di Impact Factor (IF) della rivista in cui quel lavoro viene pubblicato. Nel pannello superiore della Figura 1 si nota infatti come il valore medio di IF dei lavori maggiormente citati di un gruppo di scienziati TIS mostra una scarsissima correlazione con gli H-index degli stessi scienziati. Bisogna quindi considerare altri parametri che, applicati a pochi lavori, possano produrre una buona correlazione con i valori individuali di H-index – ampiamente riconosciuto come indicatore di impatto e qualità scientifica in buona parte dell’area di scienze biologiche. Un parametro efficace sembra essere il valore medio delle citazioni ottenute per i lavori maggiormente citati nel periodo di valutazione del VQR (dal 2004), come mostrato nel pannello inferiore della Figura 1, ed ancor meglio nella Figura 2, in cui viene correlato con i valori di H-index calcolati dal 2004 ad oggi. Pur con le sue chiare limitazioni, quest’analisi pilota indica un utile concetto empirico: il computo delle citazioni dei lavori recenti di una persona produce una stima potenzialmente efficace del calibro scientifico di quella persona.

In essence, what you write is more important than where you write!

valu2
Figura 2. Relazione fra i valore di H-index per il periodo 2004-2010
ed il valore medio delle citazioni nello stesso periodo per una selezione
degli scienziati nella Figura 1. Notare il maggiore coefficiente
di correlazione R2 che dei pannelli nella Figura 1, mentre il grafico
del IF medio degli stessi scienziati mostra un R2 = 0.06 nei confronti
del H-index per il periodo dal 2004.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Classifica ISI e TSI degli scienziati del Gruppo 2003 Missing from top list with h-index >70 - working in Italy

[1] http://www.anvur.org/?q=schema-dm-vqr-definitivo#
[2] http://www.topitalianscientists.org/Top_italian_scientists_VIA-Academy.aspx

27 dicembre, 2011 da Mauro Degli Esposti


Commenti

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#1 Commento

ritratto di Mauro Maccarrone
24 dicembre, 2011 - 09:43 da Mauro Maccarrone (non verificato)
Gent.mo Prof. Degli Esposti, Trovo le sue considerazioni estremamente interessanti. Mi pare che rappresentino un bell'esempio di come la bibliometria, l'esperienza di un ricercatore attivo sul campo ed il buon senso possano contribuire insieme ad una corretta valutazione della ricerca migliore del nostro Paese. Come membro dell'ANVUR ne terro' conto. Buone Feste Natalizie! Mauro Maccarrone
  • rispondi

#2 Sono persone di assoluto valore, ma servirà tutto l'esercizio??

ritratto di Michele Ciavarella
26 dicembre, 2011 - 11:55 da Michele Ciavarella
Io credo si possa avere assoluta fiducia della qualità delle persone nei comitati. Sono scienziati eccellenti, e finalmente! Il punto è, che a loro spetterà valutare l'operato delle Università, e in base a questo, assegnare il 20% del FFO. Una cifra importante, che potrebbe iniziare a innestare un circuito virtuoso, mentre finora la Virtuosità delle Università sembra essere stata assegnata in modo un pò troppo ballerino, e deciso a priori. Ma, faccio notare, queste valutazioni sono completamente scollegate con i cicli di reclutamento. E in questo sono destinate a fallire, troppo lento il feedback. Osservate come reclutano le università inglesi in ANTICIPO sui cicli di valutazione, e NONOSTANTE i tagli complessivi. Alcuni esempi li abbiamo riportati in questa lettera aperta al Ministro Profumo, al premier Monti e al Presidente Napolitano, per un Piano di Reclutamento di Eccellenza, che trovate all'indirizzo del blog di Harvard: http://imechanica.org/node/11626 L'iniziativa di Reclutamento di Eccellenza, è stata firmata da un gruppo di ca.30 firmatari tra fellows Humboldt, Fulbright, vincitori di ERC e altre borse prestigiose. C'e' anche l'ex presidente del Gruppo 2003 tra i firmatari, il Prof. Pier Mannuccio Mannucci, che ben figura tra i Top Italian Scientists. Considerando che molte delle cose che noi proponiamo nel documento sono forse già tardive (graduatorie progressive come nel concorso di magistratura, chiamate dirette superincentivate, incentivi diretti per chiamate dei migliori delle graduatorie, etc.), abbiamo deciso di accelerare la discussione del documento, e anche a livello internazionale. Sperando che il Presidente Monti, il Presidente Napolitano, e operativamente il Ministro Profumo non siano insensibili a questo appello. Oggi un tema caldo e’ il Piano di Reclutamento Straordinario di Associati che, specie se rimane vincolato alle sole Università Virtuose (meno di 90% del AF/FFO), sarà difficilmente spendibile, per assurdo! Alcuni calcoli li ho fatti qua: http://rettorevirtuoso.blogspot.com/2011/12/perche-il-piano-straordinario-per-il.html Infatti, ci sarà probabilmente una sorta di ope legis per 5400 ricercatori ad associati, ossia dai calcoli una percentuale di promozioni simili a quella degli anni 80! E tuttavia, con una valanga di difficoltà tecniche. In realtà, l’intero meccanismo della “virtuosità” finora non ha abbastanza di strategico per entrare davvero nelle prime classifiche internazionali, a parte l’idea di concentrare quasi tutto in alcune Universita’, ma senza centrare direttamente la valutazione sui singoli. Nei barocchi criteri per il reclutamento di Associati, fino a 5400 secondo i nostri calcoli, non esiste un solo meccanismo meritocratico, a parte il filtro ANVUR. Invece, esistono vari blocchi per preferire i locali, e i ricercatori già in servizio. Alla fine, si potrebbe verificare l’assurdo che i piu’ bravi sono costretti a inseguire i pochi concorsi per esterni, e a trasferirsi di sede. Senza che magari lo vogliano. O senza che nessuno li voglia. E allora perchè non fare direttamente gratuatorie e incentivi sulle Università che chiamano i migliori? Il ciclo è poco virtuoso perchè si sono decise a priori quali sono le Università virtuose, e quelle in disgrazia non posson fare quasi nulla. Cordiali Saluti, e auguri che il 2012 ci porti Eccellenza! Prof. Michele Ciavarella, Delegato del Rettore del Politecnico di BARI al CNR.
  • rispondi

#3 E gli USA?

ritratto di Marco Antoniotti
29 dicembre, 2011 - 12:01 da Marco Antoniotti (non verificato)
Rimane sempre una domanda aleggiante.... qual'è l'agenzia federale USA con compiti simili a quelli dell'ANVUR? Marco Antoniotti
  • rispondi

#4 "Rimane sempre una domanda

ritratto di Vincenzo Fiorentini
10 febbraio, 2012 - 12:37 da Vincenzo Fiorentini (non verificato)
"Rimane sempre una domanda aleggiante.... qual'è l'agenzia federale USA con compiti simili a quelli dell'ANVUR? " L'IRS ? O la EPA ? Meglio riderci su. VF
  • rispondi

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Mauro Degli Esposti
ritratto di Mauro Degli Esposti
Biologia e biochimica
Faculty of Life Sciences, The University of Manchester

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