"Io sono quella che tu fuggi". Leopardi e la Natura

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Pagine: 
136
Prezzo: 
14,50
Titolo: 
"Io sono quella che tu fuggi". Leopardi e la Natura
2015
Autore: 
Gaspare Polizzi
Edizioni di Storia e Letteratura
Anteprima: 
Spesso il "naturalismo" leopardiano viene ridotto a stereotipate formule scolastiche che non danno ragione della complessità di questo. Il saggio di Polizzi mira a restituire questa complessità, facendo luce sulla filosofia e le competenze scientifiche di Leopardi.
Miniatura: 

Era il Maggio 1824, nel Dialogo della Natura e di un Islandese, Giacomo Leopardi depositava l’amaro disincanto del suo cosiddetto «pessimismo cosmico», un concetto comunemente esaurito nell’idea di «Natura matrigna» appresa da tutti sui banchi di scuola e divenuta manifesto del naturalismo leopardiano.
All’Islandese preda d’affanni che invano scappa dalla Natura percorrendo il globo, essa rivela d’improvviso la sua incontenibile potenza replicandogli indifferente: «Io sono quella che tu fuggi».
La citazione leopardiana riecheggia nel titolo dell’ultimo volume di Gaspare PolizziIo sono quella che tu fuggi‘. Leopardi e la Natura, edizioni di Storia e Letteratura, uno studio rigoroso che restituisce la concezione leopardiana della Natura così complessa e ricca di accenti filosofici e scientifici sfuggenti nelle tradizionali definizioni scolastiche.

Il risultato è una fitta rete di nessi intricati tra il pensiero scientifico moderno e l’opera omnia del poeta, la sua filosofia della natura, le cui fonti superano l’esclusivo orizzonte umanistico per abbracciare le Scienze.
Tra quelle studiate l’Astronomia, più delle altre, cattura lo sguardo affascinato di Giacomo, spesso intento a volgere al cielo i suoi occhi di bambino curioso del mondo, tanto da formalizzare questa passione nella successiva stesura di tre lavori d’impronta astronomica e il più famoso, la Storia dell’Astronomia dalla sua origine fino all’anno MDCCCXI, è stato considerato addirittura «uno dei dieci testi più importanti sull’argomento che siano mai stati scritti» nell’Ottocento e fissa già l’attenzione del poeta sui nomi più autorevoli dell’Astronomia moderna: Isaac Newton, Niccolò Copernico e Galileo Galilei, sostanziali nella futura poetica leopardiana.
Alla forte carica mitopoietica dell’Astronomia che riverbera intensa non solo nei Canti, si salda il confronto diretto con la nouvelle chimie di Antoine- Laurent Lavoisier, incisiva nell’elaborazione del materialismo leopardiano, irrobustito così da uno spesso sostrato “chimico” che Polizzi analizza nel volume.

Astronomia e Chimica, ma non solo. C’è ampio spazio anche per la Fisica, cui Leopardi appena adolescente dedica dieci trattazioni raccolte nelle Dissertazioni filosofiche che firmano la sua adesione al newtonianismo, e la Storia naturale, miniera di spunti per un «pensiero dell’animalità, fortemente connesso alla più generale visione materialistica», come precisa Polizzi.
L’evidente incursione di Leopardi oltre il terreno delle humanae litterae non deve stupirci; numerose opere scientifiche si affiancavano a dizionari e testi filosofici nelle austere scansie della biblioteca paterna: il Trattato elementare di Chimica di Antoine- Laurent Lavoisier, gli Elementi di fisica sperimentale di Saverio Poli e Vincenzo Dandolo, l’Histoire naturelle di George Louis Leclerc, conte di Buffon, il Systema Plantarum Europae di Linneo, sono alcuni dei prestigiosi titoli  di un lungo elenco posseduti e consultati dal poeta.

Accanto alle Scienze, l’attenzione per la tecnica

Sulla scia di un’usanza diffusa tra i nobili, Monaldo Leopardi aveva raccolto automi e ritrovati tecnologici particolari, fonti ispiratrici di originali metafore scientifiche disseminate non solo nello Zibaldone; strumenti che instillano di nuova linfa la precoce vivacità intellettuale del figlio primogenito sollecitandogli acute riflessioni sulla tecnica, dagli esiti differenti nel corso del tempo.
Se la Proposta di premi fatta dall’Accademia dei Sillografi trasuda di leggera ironia verso gli aspetti pervasivi della tecnologia, sostituta artefatta dell’uomo nella sua quotidianità, l’epistola Al Conte Carlo Pepoli e la Palinodia al Marchese Gino Capponi, confermano un sarcasmo svuotato di illusioni per un mondo dominato dalle macchine, la cui eco estrema risuona perentoria nella denuncia delle «magnifiche sorti e progressive» consegnata a La Ginestra, al tramonto ormai prossimo della straordinaria stagione lirica leopardiana.
Insomma, un Leopardi tutt’altro che estraneo ai dibattiti scientifici dominanti, densi di questioni teoriche rilevanti nella Storia della Scienza; un’immagine forse insolita per chi non ha mai scavato a fondo i suoi versi, le prose, e fatica a pensarli intrisi di sfaccettature scientifiche.
Merito del volume è aprire una strada chiara a chiunque voglia incamminarsi nella direzione tracciata, percorribile nonostante le difficoltà, guidati e sorretti dalla consuetudine con i testi leopardiani che di nuovo, dopo numerose pubblicazioni sul tema, Polizzi ci mette a disposizione con la sua professionalità critica, penetrando quella sublimità poetica eccelsa già librata «nell’alte vie dell’universo intero».

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Grazie, Obama!

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E’ giunta al termine una Presidenza, quella di Barack Obama, che lascerà il segno negli USA. Un segno importante nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, in un Paese che negli ultimi 80 anni è stato all’avanguardia nella scienza e nella tecnologia.

Durante i suoi due mandati alla Casa Bianca, Obama ha fortemente enfatizzato la visione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica come uno dei pilastri della leadership degli USA nel mondo. E ha effettuato, a sostegno, gesti significativi - come ricevere alla Casa Bianca Emily Whitehead, bimba di 6 anni guarita dalla leucemia grazie alle nuove terapie immunologiche - e scelte finanziarie anche coraggiose. Ad esempio, investendo miliardi di dollari per favorire la ricerca, attraverso finanziamenti competitivi, nel momento di più profonda crisi finanziaria. Andando, quindi, controtendenza.

Emily Whitehead, la bambina di 6 anni, guarita dalla leucemia grazie alle nuove terapie immunologiche, ricevuta alla casa Bianca da Obama. Di fianco, la... giustifica per l'assenza da scuola

Questa mia percezione è stata confermata anche da alcuni amici, membri della National Academy, che hanno avuto modo di incontrare l’ormai ex Presidente USA personalmente.

Vale la pena ricordare le ultime due iniziative di Obama in questi ambiti. La prima è la Medicina di Precisione, che Obama ha non solo indicato come frontiera, ma anche concretamente sostenuto. Si tratta di una visione della medicina che incrocia le caratteristiche genetiche dell’individuo, lo stile di vita e l’ambiente in cui vive, e che utilizza i progressi della genomica per identificare strategie preventive e terapeutiche più efficaci e personalizzate. Una sfida che richiede l’integrazione di competenze diverse - medici, medici-ricercatori, ricercatori preclinici, tecnologie avanzate - al servizio del paziente. La “Precision Medicine Initiative” di Obama, annunciata nel 2015, ha visto un investimento di 215 milioni di dollari nel 2016: nel giro di poco tempo, dunque, si è passati da un annuncio di visione all’implementazione di azioni a sostegno.

La seconda iniziativa è l’operazione “Moonshot”, balzo sulla luna, per accelerare la ricerca sul cancro e trovare nuove cure per questa malattia che rappresenta, appunto, la luna da conquistare grazie all’avanzamento delle conoscenze, significativo negli ultimi 30 anni, ad esempio nel settore dell’immunologia e immunoterapia. Al lancio del Cancer Moonshot, sono seguiti una serie di finanziamenti e di azioni concrete, guidate dal vicepresidente Joe Biden, mirate non solo a rendere disponibili per i pazienti nuove terapie, ma anche a migliorare la capacità di prevenire il cancro e diagnosticarlo in fase precoce. E’ stata inoltre creata una task force di esperti, composta da alcuni dei migliori cervelli degli USA, che ha indicato le nuove sfide del settore ed una serie di azioni da intraprendere per raggiungere l’obiettivo Cancer Moonshot.

L’eredità che lascia Obama, dunque, dal punto di vista della ricerca scientifica per la salute è un’eredità di visione e di scelte - coerenti per contenuto e tempistica - mirate a realizzarla concretamente. Ci auguriamo che le prossime amministrazioni negli USA continuino sulla stessa linea. Per il bene di tutti.

Questa riflessione sulle scelte della presidenza Obama non può non farci interrogare su quanto accade nel nostro Paese. L’orizzonte tracciato negli USA è quello in cui dobbiamo muoverci anche noi. Per ora, siamo purtroppo sostanzialmente fermi al palo, ma non è troppo tardi: abbiamo un patrimonio di risorse intellettuali e di passione, nei nostri giovani, che ci consentirebbe al di fare un “moonshot” sul cancro e, più in generale, sulla ricerca scientifica. Dobbiamo quindi raccogliere la sfida che Obama ha lanciato: visione, scelte e sostegno economico alla ricerca. Per il futuro del nostro Paese.

Pubblicato su La stampa il 15/1/2017.