fbpx C'è una logica nelle follie del clima di questa estate? | Scienza in rete

C'è una logica nelle follie del clima di questa estate?

Primary tabs

Read time: 3 mins

Hanno relazione le terribili inondazioni che continuano a flagellare il Pakistan (1.600 morti, venti milioni di sfollati), gli incendi in Russia e il cambiamento climatico? Il dibattito è aperto nella comunità scientifica. A ritenere che i due disastri climatici di queste settimane non siano da ascrivere alla normale variabilità climatica ma al riscaldamento globale del pianeta è fra gli altri Peter Stott, capo climatologo del Met Office britannico, vale a dire la più importante autorità meteorologica al mondo.

C'è un primo punto: “Il fatto che in India e anche in Cina le piogge nel periodo dei monsoni siano diventate più intense è del tutto coerente con le nostre nozioni di fisica dell'atmosfera, in cui masse d'aria più calde trattengono più umidità” spiega Stott. “In altre parole il riscaldamento globale sta aumentando in alcune regioni la probabilità di precipitazioni torrenziali”.

Da notare che, a dispetto di chi continua a negare il riscaldamento globale (con gustosi esempi anche sulla stampa nazionale in questi mesi), le temperature medie dei primi cinque mesi del 2010 hanno fatto balzare quest'anno in testa alla classifica degli anni più caldi a partire dal 1880.

Ciò che è successo questa estate può essere considerato un'evenienza climatica piuttosto rara: “Normalmente” spiega Stott, “il flusso nell'alta troposfera sopra India, Himalaya e Pakistan è dominato dall'anticiclone monsonico, che fa da barriera alla penetrazione verso Sud delle condizioni meteo delle medie latitudini. Quest'anno invece sistemi meteo particolarmente attivi si sono diffusi verso il Pakistan, e combinandosi con i monsoni, hanno generato piogge da record. Il caldo intenso e gli incendi di foreste e coltivazioni in Russia così come le piogge torrenziali in Cina sono sempre conseguenze di questa anomala configurazione”.

Anche secondo Kevin Trenberth, responsabile delle analisi climatiche presso il National Center for Atmospheric Research (USA) “ci sono buone ragioni per sospettare una relazione fra inondazioni pakistane e ondate di calore in Russia”. Ecco perché: "Le due cose sono collegate su una scala molto grande, attraverso ciò che chiamiamo un'inversione della circolazione monsonica" spiega. "L'attività straordinaria dei monsoni viene alimentata dalla temperature decisamente più elevate rispetto alla media di questo secolo che si sono verificate nell'Oceano Indiano, e che hanno generato violenti nubifragi sopra il Pakistan. A ogni due gradi (Farenheit) di aumento della temperatura del mare corrisponde un aumento dell'8 per cento dell'umidità dell'aria. L'aria calda e umida sale verso l'alto per poi scendere a Nord, come è avvenuto appunto in Russia”.

Perché proprio la Russia? Molti modelli meteorologici suggeriscono un legame fra le medie latitudini dell'emifero settentrionale e i cicli del monsone estivo indiano. L'eccezionale ondata di calore che ha investito la Russia potrebbe essere dovuta anche al fatto che l'Artico, quest'anno particolarmente povero di ghiaccio (e quindi di albedo) ha concorso al riscaldamento della regione, insieme alla coltre di fuliggine prodotta dagli incendi dell'area a Nord di Mosca.

Ciò che è avvenuto questa estate è certamente un'evenienza rara, si diceva, ma non troppo; tanto da far supporre ai ricercatori che questi e altri disordini climatici possano diventare la norma verso metà secolo. Altri fenomeni meteorologici estremi invece potrebbero diminuire di frequenza grazie al cambiamento climatico. E' urgente - conclude Stott – saper distinguere fra gli uni e gli altri per imparare a rispondere alle sfide del cambiamento climatico in corso.

Leggi: Peter Stott, "Climate change: how to play our hand?", The Guardian, 9.8.2010
Leggi: Il blog dei climatologi italiani (Climalteranti) che si diverte a raccogliere le bufale sul clima


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.