Politica della Ricerca

Fine del “decennium horribilis”, parola di Valeria Fedeli

La Ministra dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri del 7 aprile 2017. Credit: Palazzo Chigi / Flickr. Licenza: CC BY-NC-SA 2.0.

C’era una volta l’università in perenne calo di iscrizioni e di ricerca ridotta al lumicino. C’era, appunto, da oggi si cambia marcia. Questo a dar credito a quanto dichiarato dalla ministra Valeria Fedeli davanti al rettore del Politecnico di Milano e alle altre autorità schierate sul palco dell’Ateneo per l’apertura dell’anno accademico.

Il declino scientifico del Giappone

Today's sunset - Photo di Halfrain. Licenza: CC BY-SA 2.0.

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Sono pochi le donne e gli uomini di scienza in Giappone che hanno sorriso per la vittoria di Shinzo Abe alle elezioni anticipate dello scorso 23 ottobre. Lo scarso entusiasmo non è dovuto a motivi ideologici. Ma al timore che Abe porterà a termine il suo programma e ridurrà gli investimenti pubblici nelle università e nella ricerca, soprattutto di base. Finendo per acuire quel lento declino della scienza nell’Impero del Sol Levante che i ricercatori avvertono.

Agenzie della ricerca USA sotto attacco

La nuova sede della national Science Foundation, ad Alexandria, Virginia (courtesy NSF).

La National Science Foundation e i National Institutes of Health sono le due principali agenzie statunitensi di finanziamento della ricerca scientifica. Istituzioni vitali che finanziano i progetti in base a un consolidato sistema di peer review e study section. Ora però l’amministrazione repubblicana pare voglia mettere la mordacchia ai due istituti. Quanto meno ci prova il senatore Randy Paul, il quale, come riferisce Science questa settimana, ha presentato una legge che imporrebbe alcune modifiche sostanziali al funzionamento di queste agenzie.